Scariolo e la Spagna sul tetto del mondo

La Spagna del basket torna sul tetto del mondo 13 anni dopo. Dal 2006 al 2019, il passo è breve, e il merito di tutto ciò, è anche del coach, nostro patrimonio nel mondo, Sergio Scariolo.

Il mister bresciano, è sulla panchina iberica dal 2015, con una parentesi dal 2009 al 2012. Prima di questo mondiale vantava già un palmares niente male, con un Europeo in tasca, quello del 2015, e un altro di bronzo, quello del 2017. Tutto abbellito dalle splendide medaglie olimpiche, una d’argento e una di bronzo, conquistate rispettivamente a Londra 2012 e Rio 2016.

Scariolo protagonista, ma Gasol e Rubio sono i veri trascinatori della Spagna

Spagna forte, ma forse non la più forte degli ultimi anni. Una squadra battibile, dove anche i nostri colori azzurri hanno dovuto sbattere il viso. E’ proprio li che abbiamo dubitato della forza di questa squadra, che però, proprio da li in poi, è stata autentica regina.

La semifinale è stata la vera decorazione di questa nazionale. Con due Overtime, e con un Marc Gasol decisivo, si è presa la finale. Una finale dove di fronte di è trovata l’Argentina di Luis Scola, dove però, dopo la grande vittoria sulla Francia, ha potuto essere solo spettatrice di una Spagna formidabile.

Sergio Scariolo ha potuto contare su una squadra, forse non bellissima, ma decisiva nei momenti chiave. Rubio è stato eletto MVP, ma a nostro vedere è stato proprio Marc Gasol il vero volto di questa nazionale. Forte e decisivo in attacco, formidabile in difesa. Il centro di Toronto, che con Scariolo ha già un bel feeling visto il ruolo di vice nei Raptors per il tecnico italiano, è il degno successore al titolo che ha avuto suo fratello Pau, nel 2006, dove ancora Marc era solo una comparsa.

La Spagna insomma si gode il suo secondo mondiale, da Pau Gasol a Marc Gasol, passando però, per le sapienti mani di Sergio Scariolo.

Please follow and like us:
error

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *