Primoz Roglic si prende la Vuelta 2019!

La Vuelta 2019 sta volgendo, oramai, la termine. E’ stata una corsa a tappe, senza ombre di dubbio, sotto il segno di una sola bandiera, quella slovena. Nella penultima tappa, quella decisiva per concludere le posizioni di vertice, esce di nuovo la magia del giovane sloveno Tadej Pogacar, che con una grande azione si prende la tappa e il podio, al suo primo grande Giro. Ma a fare festa è il suo connazionale in maglia “roja”, Primoz Roglic, che finalmente si è preso il suo primo grande successo in carriera.

Primoz Roglic pronto a festeggiare

Sarà una passerella d’onore niente male per Primoz Roglic domani, a Madrid. Finalmente il talento sloveno riesce a centrare un suo grande obiettivo: vincere una grande corsa a tappe.

L’ex saltatore con gli sci, si è ritagliato, in pochi anni, subito un ruolo da protagonista del ciclismo mondiale. Un grande cronoman che ha imparato ad andare forte, molto forte, anche in salita.

Il Tour dello scorso anno gli ha regalato una medaglia di legno che è stata molto dura da digerire. Al Giro invece, si è presentato con i panni dell’uomo da battere, ma deludendo le attese e prendendosi un podio, il suo primo podio nei grandi giri, solo grazie alla cronometro finale.

Insomma, il talento c’è, ed è tanto, ma aveva bisogno dei momenti giusti per esplodere.

La Vuelta può essere considerata anche come terzo grande Giro, ma il suo percorso, le sue salite, ne fanno la differenza. Primoz Roglic si è presentato come uno dei favoriti, ma per rispettare i pronostici c’è sempre da pedalare per tre settimane e sperare che ti vada tutto bene.

Per il forte sloveno questa volta è stato così, e domani, sul podio di Madrid, potrà definitivamente esplodere.

Non solo Primoz Roglic, la Slovenia sogna in grande con Pogacar

Si era fatto già un nome nel gruppo da diversi mesi, ora però, il giovane talento della UAE Emirates, è definitivamente esploso.

Classe 1998, 21 anni da compiere tra una settimana, Il regalo però se lo è già fatto, prendendosi un podio, al suo primo grande Giro, che in pochi avrebbero pronosticato alla lunga.

In questa Vuelta è stato capace di vincere tre tappe, compresa questa ultima, con salite decisive, che gli hanno permesso di chiudere terzo nella generale.

Dieci anni in meno rispetto a Roglic. Una differenza che fa sognare la Slovenia in grande. Il presente se lo vuole prendere tutto il forte cronomen, ma il futuro, per il giovane Tadej, risplende d’oro.

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