Italvolley maschile, Tokyo 2020, l’inizio delle rivincite azzurre

La rivincita va gustata piano piano. Quello che i nostri ragazzi dell’Italvolley maschile, sono riusciti a fare contro la potente Serbia, ieri sera, è stato qualcosa di magico. Un successo netto, arrivato grazie alla forza dei nostri uomini chiave. Una vittoria che vendica la sconfitta subita un anno fa, proprio contro i serbi, nel mondiale casalingo a Torino.

Questo per l’Italia della pallavolo è solo l’inizio. Una qualificazione per Tokyo 2020 meritata, che segnerà la dodicesima partecipazione consecutiva, sempre presenti praticamente. Così che, dopo le ragazze, arriva il completamento del quadro per le prossime olimpiadi.

Italvolley maschile trascinata da Zaytsev, Juantorena e Giannelli

Una prova magistrale, un 3-0 netto, contro i potenti serbi, che lasciano sempre più grandi speranze per il futuro della nostra Italvolley maschile. Una prova corale, fatta da grandi prestazioni dei nostri giocatori migliori. Spettacolari i nostri “demolitori”, Juantorena e Zaytsev, capaci di trascinare gli azzurri in ogni momento. Buona anche la prestazione di Antonov, schierato al posto di Lanza. Prova positiva per tutti, anche per i nostri liberi, Colaci e Balaso.

Tutti guidati dall’estro del nostro giovane capitano, Simone Giannelli, capace di dirigere tutti nel migliore dei modi.

Un Italia giovane che sta crescendo e che per l’Olimpiade di Tokyo, ha messo solo la parola inizio, su un percorso che deve regalare altre importanti soddisfazioni.

L’argento di Rio 2016, per quanto ha fatto male, è stato comunque un grande traguardo, e rimane un bellissimo ricordo. Una squadra che si è riunita, con i grandi nomi e i veterani pronti a rilanciare la sfida olimpica 4 anni dopo.

“Sono contento come un pazzo, siamo a Tokyo. Sono strafelice per i ragazzi, per la gente, per tutta la pallavolo. Ora voglio andare a prendere il pass!”

Queste le parole del commissario tecnico Blengini, euforico all’idea di andare a Tokyo, con la sua Italia, pronta a lanciare di nuovo una sfida per la medaglia, questa volta per quella che più conta.

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