Europei Ciclismo 2019, gli Under 23 brillano d’oro

C’è chi parla male del nostro ciclismo, del nostro movimento. Questa gente però non sa che cosa c’è dietro, del lavoro e della passione che i nostri giovani ragazzi riescono a mettere fin dall’infanzia. I risultati poi, piano piano, si cominciano ad intravedere, e questi Europei di Ciclismo ci stanno regalando gioie impressionanti.

Domani toccherà ai grandi, donne e uomini, ma oggi ci godiamo la doppietta, bellissima, negli Under 23. Ieri la vittoria bellissima di Letizia Paternoster, che ha dominato la volata sulle sue pari età femminili. Oggi invece è la volta di Alberto Dainese, che effettua uno sprint spaventoso e si prende l’oro europeo.

Bellissima e grande speranza, Letizia Paternoster è il futuro azzurro tra le donne dopo questi Europei

La bellezza può ingannare. D’altronde, per chi non la conosce, può dire che è solo una bella ragazza. Venti anni, trentina, Letizia non è solo bella, ma è fenomenale. Tra pista e strada, vanta già diversi titoli europei e mondiali di categoria.

Un talento vero e proprio, una ciclista fortissima che ci teniamo stretta, visto che il futuro, nel campo femminile può essere tutto suo. Le corse di un giorno sembrano casa sua, e il futuro italiano ringrazia. A cominciare dai giochi di Tokyo, dove Letizia può davvero essere una mina vagante.

Una squadra fortissima, quella azzurra agli Europei, alla fine la spunta Dainese

Un dominio puro negli Under 23, definito ancora meglio dalla prestazione di squadra degli azzurrini oggi. Una squadra veramente forte, con dei ragazzi che sanno di poter aver un buon futuro nell’avvenire.

Alla fine la spunta in una volata lunghissima, e di grande potenza, un fantastico Alberto Dainese. Bellissime le immagini sul traguardo, dove ogni azzurro è arrivato con le braccia al cielo, in onore di Dainese.

Nel corso della gara però, una grande prova per Konychev, che partito ai meno 70 km, lascia la compagnia del norvegese Hvideberg, ai meno 13, e si arrende al gruppo solo a meno di 2 km dall’arrivo. E’ stato immenso, e avrebbe meritato di più, ma la spedizione azzurra ringrazia lo stesso, perché nel futuro di guarda sempre più con la testa verso il cielo.

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