Bjorg Lambrecht, la bici, la sua passione, lo ha tradito

E’ brutto, anzi orribile, dover raccontare di una persona, che così, all’improvviso, ci ha lasciato. Mentre insegui il tuo sogno, sulle ali dell’entusiasmo, pensi a tutto, tranne che il giorno dopo rischi di non esserci. Ieri, durante il Giro di Polonia, ci ha lasciato il talento belga Bjorg Lambrecht.

Non ci sono immagini o prove di quello che sia realmente accaduto. Ma tutto ciò poco conta. Una caduta, e ti ritrovi li per li a lottare con la tua stessa vita, quella che in 22 anni ti ha regalato gioie, sogni e soddisfazioni. I soccorsi sono arrivati puntali, ma non c’è stato nulla da fare. Un altro giovane ragazzo, un altro giovane atleta, un ciclista, ci ha lasciato sul più bello. Questa è una storia da non raccontare, ma che purtroppo, per onore a Bjorg che non c’è più, va fatto.

Chi era Bjorg Lambrecht. Un giovane belga di grande talento che puntava alle classiche del nord.

Forse ai molti questo nome è sconosciuto. Agli appassionati di ciclismo di certo non è così. Bjorg Lambrecht era un ragazzo di 22 anni, classe 1997, che stava vivendo un sogno, grazie alle sue immense doti. Solo quest’anno è stato il miglior giovane del Giro del Delfinato, vinto dal danese Fuglsang.

A livello giovanile però, si era messo in grande spolvero. Un argento europeo nel 2016, e poi sempre la seconda piazza, tra gli Under 23, al mondiale in linea di Innsbruck lo scorso anno. Da qui la sua propensione per le gare di un giorno, le classiche. Come la Liegi, vinta da Under 23, e sognata per il suo avvenire. Era un giovane di grande talento, e non a caso correva nella Lotto Soudal, una delle maggiori squadre nel mondo del World Tour. Il suo futuro era chiaro: vincere. Il suo talento esagerato, lo avrebbe portato a lottare con i grandi, nelle classiche del nord. Purtroppo però, tutto è andato storto. La passione più grande perde contro la vita, quella stessa vita che la bicicletta gli ha strappato crudelmente.

Nel corso degli anno, a nostro rammarico, ne abbiamo viste di brutte cadute, di corridori che ci hanno lasciato all’improvviso. Le lacrime agli occhi continuano a non andarsene per Michele, come quelle che ci hanno portato via Fabio Casartelli durante il Tour del 95.

Riposa in pace Bjorg

Il mondo è un posto orribile quando ti si rivolta contro in questi attimi. La vita ti saluta, per sempre. Eppure sai che stavi passando i momenti più belli che mai torneranno. In sella a quella bici che non saresti voluto scendere per nulla al mondo. Al cuore e alla passione non si comanda. Abbiamo perso un compagno, un ciclista, un fratello, un figlio, ma il suo ricordo tornerà ad ogni pedalata in più per il suo onore.

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