Cutrone e Kean in Premier. Non crediamo più nei giovani

Abbiamo elogiato in questo ultimo campionato, in questi ultimi mesi, la presenza di giovani giocatori azzurri, che si affacciano al grande calcio. Grazie a questo anche la nazionale, il nuovo corso di Mancini, ne ha tratto benefici. Ora però lasciamo partire i nostri migliori gioielli futuri, come se nulla fosse. Gente appunto, come Cutrone e Kean, osannati fino a qualche mese fa, e ora pronti per una nuova avventura a tinte inglesi.

Milan e Juve decidono così di salutare Cutrone e Kean

Il Milan in maniera definitiva, la Juve tenendosi una specie di diritto di riacquisto. Fatto sta che le squadre italiane, pur di far cassa, rinunciano ad un futuro, forse incerto, ma pur sempre da valutare.

Cutrone è stato chiuso in questo ultimo periodo dall’arrivo di Higuain prima, e Piatek poi. E pensare che l’unico attaccante che è sempre riuscito a fare la differenza è stato lui. C’era bisogno di liberare spazio in attacco per il Diavolo, anche se la cessione di Patrick al Wolves, non da il giusto impatto economico che avrebbe voluto il Milan stesso.

Stesso discorso si può fare per Moise Kean. Il classe 2000, che tanto ha impressionato, sia nella Juve che in nazionale, lascia i bianconeri per trovare ancora più spazio e libertà di crescita. Lascia anche, e soprattutto, perché la Juve aveva bisogno di fare cassa, e liberare posto in attacco per un possibile super colpo.

Uno stesso simile discorso si può fare anche per Pinamonti, che dall’Inter è passato in prestito al Genoa. I nerazzurri in questo caso non si perdono definitivamente la crescita del calciatore. Rimane però il fatto che i nostri tre grandi club, di giovi azzurri, non ne vogliono sapere fino in fondo.

La nostra opinione

Naturalmente noi non concordiamo fino in fondo con la scelta dei nostri club più potenti. Cutrone e Kean sono patrimoni azzurri, e avremmo tanto voluto vederli crescere nella nostra Serie A.

E’ vero che il futuro rimane sempre incerto. Non è detta che tra un annetto, i nostri gioiellini siano di nuovo in Italia. Ma dal canto loro, che vogliono spazio per la loro gioventù, l‘Inghilterra è la terra ideale, dove puoi diventare grande in un batter d’occhio.

Ancora una volta dobbiamo imparare tante cose, se il nostro obiettivo è di risanare il calcio azzurro.

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