Wimbledon 2019, Nole e Roger: una finale che è già storia

Abbiamo assistito ieri ad una delle finali più belle di sempre della storia del tennis. Wimbledon 2019 si è concluso dopo quasi 5 ore di gioco, con il successo al tie-break del quinto set di Novak Djokovic. Nole ha resistito alla pressione del Re, e di tutto il centrale che, vuoi o non vuoi, era dalla parte di Roger.

Federer appunto, che dire, nulla di più. Il suo nome basta per entrare nella leggenda. Lo svizzero è stato commovente durante tutto il match. Colpi di classe cristallina, come quelli di Nole d’altronde, che lo hanno portato ad un solo punto dall’essere di nuovo Re di Wimbledon.

Djokovic si conferma, ma la meraviglia Federer ha illuminato questo Wimbledon 2019

Protagonista di un torneo bellissimo, Roger ci ha sperato fino all’ultimo, e la delusione sicuramente ancora lo avvolge. Lui che ha eliminato il nostro Matteo Berrettini in rampa di lancio agli ottavi. Sempre lui, quello protagonista dell’ennesimo duello con Nadal, il Fedal numero 40, che è stato altrettanto epico in semifinale.

Questa finale passerà alla storia per sempre. Per il tempo impiegato, il più lungo di sempre della storia di Wimbledon. Per il primo tie-break sul 12 pari al quinto set. Ultimi punti dove la freddezza, e forse la maggior lucidità di Djokovic, lo ha visto prevalere su Roger.

Lo ha detto lo stesso Nole a fine partita: sarebbe stato bello vederli vincere entrambi. Un tennis al massimo potenziale che si poteva giocare. Uno spettacolo puro dato da due dei più grandi della storia. Quinto Wimbledon per il serbo, che grazie all’età che lo bacia per il futuro, rischia di poter battere record su record.

Ma non ce ne voglia un bellissimo Djokovic, perché quello che ci ha regalato in questa finale, e in questo torneo, Roger Federer, è stato puro spettacolo. Non sappiamo ancora quanto lo svizzero ci degnerà della sua maestosa presenza. Quello che sappiamo di certo, che un fenomeno così non nascerà più. Una sconfitta pesante, che a parti invertite avrebbe mandato all’ecstasy il mondo intero. Così non è stato, ma questo Federer, anche di fronte alla sconfitta, è gioia per i nostri occhi, e non smetteremo mai di osannarlo.

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