Melandri si ritira, un talento che poteva dare di più

Bisogna saper dire basta. Dopo anni da campione vero e proprio, anni di gioie e dolori, Marco Melandri ha deciso di ritirarsi dalle corse.

“Tutte le favole hanno una fine. Fin da piccolo sognavo di diventare un pilota e la mia è stata una favola.”

Una decisione maturata dopo il Gran Premio di Inghilterra della Superbike, dove Marco corre dal 2011 oramai. Chiuderà la stagione arrivando a correre fino a 37 anni, con 22 anni di carriera. Soddisfazioni ne sono arrivante tante, ma non vanno dimenticate anche diverse occasioni sprecate.

Dal titolo in 250 al mondiale sfiorato in Superbike, chi è stato Marco Melandri

22 vittorie in SBK, nessun italiano come lui. Messe insieme a 75 podi e 4 pole, ma con tante amarezze da mandare giù. E’ sempre stato li, a lottare per il titolo mondiale. Quello che ha visto volare via nel 2011 e nel 2012, nei suoi primi anni, dove diventa vice campione del mondo nell’anno d’esordio, ma dietro ad un immenso Checa. E’ l’anno seguente la grande delusione, quando un 41enne come Biaggi, gli strappa il Mondiale (meritandolo), dopo un bel testa a testa.

Anni di vittorie, nonostante tutto, che hanno portato anche diversi cambiamenti: dalla Yamaha alla BMW, dall’Aprilia alla Ducati, per tornare proprio quest’anno in Yamaha, dove però sta vivendo la sua peggior stagione nelle derivate di classe. Alla vigilia di Laguna Seca insomma, si comincia a fare il conto alla rovescia per la carriera del ravennate, che tanto ha comunque dato al mondo dei motori.

Non dobbiamo infatti dimenticarci della sua carriera nel motomondiale. Non dimentichiamoci del titolo di campione del mondo vinto con l’Aprilia in 250, nel 2002, dove quel Marco dominava e si apprestava a fare il grande salto in MotoGP. Un passaggio che ha voluto un paio di anni di ambientamento, ma che poi nel 2005 lo vede lottare di uovo per il mondiale, con diverse ottime prestazioni che lo hanno visto chiudere secondo, dietro al solo Valentino Rossi.

Troppe occasioni buttate via

Una carriera insomma degna di nota per Marco Melandri. Il suo, nel mondo delle moto, lo ha dato e si è visto. Ha sprecato diverse opportunità, buttando via la possibilità di essere qualcosa in più di un buon pilota. Purtroppo in questo mondo ci si ricorda più facilmente di chi lascia il segno, di chi vince. Melandri ha vinto, ma non abbastanza, non quanto avrebbe potuto, ma nonostante tutto ce lo godiamo per questo finale di stagione e ce lo teniamo stretto, perché talenti così non ne nascono tutti i giorni.

 

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