Mondiale Femminile: Stati Uniti sul tetto del mondo

Nella giornata di ieri, si è conclusa la rassegna iridata. Un Mondiale Femminile che ci ha visto protagonisti, almeno fino ai quarti, dove le nostre ragazze ci hanno fatto, letteralmente, innamorare di loro.

Ma tralasciando lo splendido mondiale fatto dalle azzurre, va celebrato chi questo trofeo lo ha a tutti gli effetti alzato. Per la quarta volta nella loro storia, le ragazze degli Stati Uniti si sono presi il mondiale femminile.

Secondo titolo consecutivo, Mondiale Femminile da protagonista per l’asso americano Rapinoe

Quarto titolo nella storia per le ragazze americane, ma soprattutto la conferma di essere le più forti del momento. Dopo Canada 2015, ecco l’iride che continua a brillare addosso ai colori a stelle e strisce. Un iride sempre più bello, di un movimento vero e proprio che funziona. La lega americana di calcio, o meglio, di soccer, è sicuramente avanti anni luce rispetto a tante altre realtà. Ciò nonostante questo negli ultimi anni non è bastato per stabilire questa egemonia.

Ci ha pensato Carli Lloyd, in Canada appunto, a trascinare le sue compagne ad un titolo che mancava dal mondiale casalingo del 1999. Ma la stessa Lloyd è presente tutt’oggi nella rosa di queste autentiche fuoriclasse. La sua personalità, il suo carisma, oltre che al talento e l’esperienza, hanno guidato i nuovi Stati Uniti ad un grande Mondiale Femminile, nonostante non era più una prima linea.

D’altronde, in quel senso, ci hanno pensato altre grandi protagoniste, dal capocannoniere del torneo, Alex Morgan, autentica fuoriclasse e bomber della squadra. La Morgan ha dimostrato che c’è ben altro in lei oltre la bellezza, che indubbiamente ha, ma possiede quell’istinto da killer che fa sempre male.

Ma poi c’è lei, la leader assoluta, autrice di un mondiale da autentica trascinatrice, Capitana e voce della squadra, Megan Rapinoe, 34 anni di pura classe che ha permesso tutto ciò alle americane.

Finale sbloccata dopo un ora, Olanda battuta 2-0

E’ stata proprio la Rapinoe a decidere le sorti della finale del mondiale femminile. Di fronte le campionesse europee dell’Olanda, che, oltre ad aver eliminato la nostra Italia, hanno in organico autentiche fuoriclasse.

Questo non è bastato a fermare le americane. Un ora di gioco passato tra lo studio, l’ansia della finale, e qualche occasione sprecata, o parata dal miglior portiere del torneo, l’olandese Van Veenendaal. 

Poi ci ha pensato lei, la ragazza dai capelli rosa, che trasforma un rigore procurato da Morgan, e manda in delirio i tifosi a stelle e strisce. Ciliegina sulla torta messa da una delle ragazze più promettenti del panorama americano, Lavelle, che ha collezionato un gol da un assolo meraviglioso.

Insomma una finale degna di nota per una squadra che ha strameritato di essere per la quarta volta campionesse del mondo.

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