Giulio Ciccone da favola, dalla maglia blu al Mortirolo

Quando la pedalata non ti esce solo dalla forza delle gambe, ma la differenza la fa la spinta che ti viene da dentro, dal tuo cuore, dalla tua passione. Questo è tutto un altro ciclismo. Un altro sport, un motivo d’orgoglio, è quello che è riuscito a fare in questo Giro d’Italia 2019, un immenso Giulio Ciccone.

Il Mortirolo lo consacra, la maglia blu lo premia: Il Giro di Giulio Ciccone

Se l’obiettivo, al suo primo grande Giro in una squadra “word tour”, doveva essere di mettersi in mostra e dimostrare tutto il suo grande valore, diciamo che lo ha centrato in pieno.

Giulo Ciccone ha corso un Giro d’Italia da applausi. Oltre che a mettersi in mostra, ha dimostrato una grande rabbia, una determinazione tale che appartiene solo ai grandi campioni.

La Bardiani lo ha cresciuto nel verso giusto, come d’altronde fanno sempre i Reverberi. La Trek gli ha dato quella possibilità in più di essere letale.

La maglia blu è stato fin dall’inizio il suo grande obiettivo. Solo Brambilla, suo compagno di squadra, gli ha tolto il segno distintivo del miglior scalatore in una occasione, poi l’abruzzese ha preso il largo.

Ma se una classifica a punti non fa la differenza, ci ha pensato il percorso a rendere grande il chietino. La tappa clou del Giro 2019, pur senza il Gavia, lo ha reso unico. Il Mortirolo, la salita simbolo del Pirata, lo ha osannato come non mai. Primo sulla salita che ha reso grande Marco Pantani, primo sul traguardo di tappa. Una vittoria da urlo, maturata anche dopo la poca collaborazione del suo compagno di fuga HirtIn quel momento è venuta fuori la rabbia di Giulio Ciccone, scene che restano impresse nelle tre settimane del Giro d’Italia. Quella rabbia che ti rende grande, fa capire che persona sei. Perché a volte essere arrabbiati non vuol dire essere cattivi, ma è semplicemente una reazione del tuo carattere che ti rende sempre più maturo.

Il futuro è tutto dell’abruzzese

Dopo un Giro così, da protagonista assoluto, i sogni sono grandi per Giulio. Gli obiettivi man a mano cambieranno, perché la grandezza di questo atleta cresce giorno dopo giorno. Basta le fughe e la ricerca di vittorie in essa. Il potenziale c’è, la bravura pure, manca l’esperienza, quella che mano a mano si fa. Il prossimo passo di Ciccone sarà di diventare un forte scalatore, un corridore completo che potrà competere in un grande Giro per il primo posto.

L’Italia ha bisogno di gente come Giulio, giovani che portano alto quello che hanno fatto fino ad ora Nibali e parzialmente Aru. Il futuro è qui, è in questa corsa rosa, che ci ha regalato un grande uomo, oltre che un grande ciclista.

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