Viviani lascia il Giro d’Italia da sconfitto

Quello splendido tricolore doveva brillare di luce diversa in questo Giro d’Italia 2019. Così non è stato, e alla vigilia della 12° tappa, il nostro campione italiano Elia Viviani lascia il Giro.

Quel declassamento che bene non ha fatto ad Elia

Inutile girarci tanto intorno, quella terza tappa ha lasciato il segno nel cammino di Elia Viviani in questo Giro d’Italia. Declassato per una scorrettezza, e tappa assegnata all’amico Gaviria. Una decisione che ci può stare ma che poteva anche essere ignorata. Nulla di così grave insomma, ma quel risultato che, oltre a togliergli la vittoria di tappa, gli nega anche la possibilità di vincere la maglia ciclamino, ha fatto più male del dovuto nella testa di Viviani.

Da li solo sconfitte per il nostro campione italiano, sconfitte che non hanno fatto bene. E’ il nostro velocista più forte. La sua esperienza, i suoi 30 anni, in questo Giro dovevano arrivare fino in fondo, portando magari un animo diverso. Così non è stato, ma purtroppo nella vita non si può vincere sempre. Viviani ha dimostrato che è diventato uno dei più forti velocisti al mondo, e le sue vittorie con la Deceuninck ne sono la conferma.

Il Giro dello scorso anno lo ha lanciato di netto, mentre quest’anno lo ha respinto. Nulla potrà togliere però la 23determinazione di questo ragazzo, che sarà pronto a ripartire di nuovo per trovare ancora successi.

Viviani lascia il Giro con 3 secondi posti

Tre volte secondo, sempre battuto dagli altri velocisti presenti, Ewan, Demare e Ackermann, questo è il resoconto del Giro d’Italia di Elia Viviani.

E’ mancato qualcosa, l’attimo giusto per strappare un successo. Una semplice vittoria che poteva cambiare tutto, il morale del ciclista e soprattutto la sua più probabile permanenza.

“Arrabbiato? No, deluso. Non sono sereno, se avessi vinto forse la decisione sarebbe stata diversa” 

Il Giro di Elia Viviani finisce qua, con questa dichiarazione che, purtroppo, ci regala il primo sconfitto della corsa rosa. State tranquilli però, perché uno come Elia non molla mai, e presto tornerà alla ribalta con i suoi successi.

 

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