La settima della Lazio e la delusione della Dea

Una Coppa Italia a lungo inseguita. Quella che negli ultimi 5 anni li ha visti sconfitti due volte, sempre contro la Juve. Questa però era una finale speciale, che la Lazio non poteva più sbagliare.

Di fronte una squadra agguerrita, la più in forma e la più bella da vedere ultimamente. La vera rivelazione delle ultime stagione, l’Atalanta, non è riuscita nell’impresa di regalare un trofeo, che poteva essere storico, ai propri tifosi.

Ora il sogno Champions, mentre la Lazio hanno salvato la stagione

C’è sicuramente delusione. L’inizio da incubo di stagione, con l’eliminazione scottante dall’Europa League. Poi la ripresa, un campionato da urlo che può regalare ancora gioie infinite. Per l’Atalanta ora c’è da digerire questa grande delusione, di una Coppa che continua a mancare dalla stagione 1962/63, e buttarsi a testa china sul campionato. C’è da conquistare un posto in Champions che segnerebbe la storia della società, e che porterebbe gioie infinite nonostante tutto. Però di mezzo ci sta proprio la Juventus, quella squadra che ha negato la Coppa Italia per anni alla Lazio, e che vuole festeggiare di fronte al proprio pubblico l’ottavo scudetto consecutivo, con una vittoria.

L’altra sponda ne esce rivitalizzata da tutto questo. Una vittoria, quella per 2-0 sui bergamaschi, che tira su tutta la stagione della Lazio. Un annata nel segno della discontinuità, che per i colori e tifosi biancocelesti, è stata pura agonia. Il campionato e la speranza Champions è già andata da tempo, e questa Coppa Italia è la salvezza più grande per i romani. Un trofeo che mancava da sei anni, il settimo della propria storia. Non solo un trofeo, o una vittoria, ma una liberazione che determina la fine di un percorso che ha portato comunque un trofeo importante. Una vittoria che regala anche l’Europa League, quella competizione che la squadra di Simone Inzaghi ha steccato incredibilmente in quest’annata.

Due morali, due uscite di scena differenti, ma che possono trovare felicità comune a fine stagione, quando nel momento in cui si tirano i conti, magari l’Atalanta, si ritrova con una felicità maggiore rispetto alla Lazio.

 

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