Kittel lascia la Katusha e si prende una pausa

Stiamo parlando di uno dei velocisti più forti di sempre, uno capace di vincere, in 8 anni di carriera, ben 15 tappe al Tour de France, un missile vero e proprio nelle volate. Ovviamente l’uomo in questione è il fenomeno tedesco delle due ruote, Marcel Kittel.

Il velocista tedesco, in comune accordo con il proprio team, ha rescisso il proprio contratto che lo legava alla Katusha. Una decisione presa in conseguenza dei scarsi risultati arrivati da un anno e mezzo a questa parte, ovvero il periodo da quando era nella squadra russa.

Una decisione importante per un ciclista, quella di abbandonare a stagione in corso una squadra che può ancora farti trovare gloria.

La felicità prima di tutto, parola di Marcel Kittel

Di vittorie in questi anni ne ha viste parecchie. Senza ombra di dubbio, uno dei più forti sprinter in circolazione. Ma i risultati, dal 2018 ad oggi, sono arrivati con il contagocce. Le critiche, anche pesanti, arrivate dopo lo scorso Tour de France, non ha fatto più dormire sogni tranquilli a Marcel Kittel.

Da qui la decisione, seppur dura, di provare a cambiare strada, andando però completamente fuori rotta.

“Da ora in poi metto la mia felicità prima di tutto e cercherò di farlo anche in futuro. Vorrei tornare a correre in futuro e troverò il modo per riuscire in questo mio obiettivo. Questa è la più grande sfida della mia carriera e voglio affrontarla”

Con un post sui social, Kittel ha comunicato questa decisione presa. Ora lo aspetta un periodo di probabile riposo, dove la bici, se utilizzata, sarà solo per divertimento. Che poi d’altronde la bicicletta è proprio questo. Per un professionista diventa un lavoro, ma non va mai dimenticata la passione e il sacrificio che si fa per arrivare fino a li.

Sicuramente tornerà il fenomeno tedesco, ma dovremo aspettare almeno fino alla prossima stagione. Come dice lui stesso, la felicità è la cosa più importante della vita di un uomo, e senza quella i sogni non si realizzano, la vita non va via regolare, e soprattutto, le vittorie da capogiro a cui ci aveva abituato, non arrivano.

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