Diciannove anni dalla scomparsa di Gino Bartali

Siamo a pochi giorni all’inizio della 102esima edizione del Giro d’Italiae in questa domenica che anticipa il primo fine settimana rosa, si celebrano i 19 anni dalla scomparsa di uno dei più grandi di sempre. L’eroe che ha combattuto guerre, con la sua bicicletta, un mito del ciclismo italiano, stiamo parlando ovviamente di Gino Bartali.

La guerra e i circa 800 ebrei salvati, indimenticabile Gino Bartali

Un uomo venuto alla storia non solo per le sue eroiche gare in bicicletta, ma soprattutto per gli atti da eroe che ha compiuto con essa.

Gino Bartali ha vissuto a pieno il periodo della seconda guerra mondiale, dove si adoperato come non mai. Su di lui ci sono un infinità di libri, di film, che raccontano l’immensità di questa persona. Un uomo che ha messo in pericolo la sua vita, per salvare quella di chi non aveva la sua fortuna. Un ciclista che poteva tranquillamente stare fermo ad aspettare il ritorno alle corse, e che invece con il suo coraggio, e il suo onore, ha salvato centinaia di vite nel triste periodo della seconda guerra mondiale.

Dalla stazione di Terontola-Cortona fino ad Assisi, chilometri e chilometri per salvare la vita di tanti ebrei. Carte false, documenti falsi che lo portavano a correre rischi enormi. Rischi che lo hanno portato a ricevere la medaglia d’oro al Merito Civile nel 2006, un riconoscimento dai tratti teorici che però racchiude l’immensità di Bartali.

«Il bene si fa, ma non si dice. E certe medaglie si appendono all’anima, non alla giacca.»

Bartali e Coppi, amore e rivalità nella leggenda del ciclismo azzurro

Tornando a meriti sportivi, se si parla di ciclismo eroico, di altri tempi, i ricordi più belli non possono che sfociare all’era, dell’appunto Gino Bartali, e l’indimenticabile Fausto Coppi. I due hanno regalato anni indimenticabili al ciclismo eroico italiano e mondiale.

Si sono spartiti successi e gloria. Una rivalità accesa che però non ha mai tralasciato la solidarietà tra i due. Storica l’immagine che l’immortale al Tour de France del 1952, la foto del famoso passaggio di borraccia.

Coppi è stato uno dei più grandi di sempre, rivoluzionando il modo di correre con l’innovazione della “dieta da corridore”. Sarà per sempre ricordato, per i suoi tanti successi. Momenti di gloria che non ha potuto godersi a pieno, per colpa della prematura scomparsa per via della malaria. D’altro canto Bartali, non scenderà mai da quella bici. Ci correrà per ventisette anni, dimostrando la sua passione e il suo amore per una disciplina che gli ha salvato la vita e l’ha salvata, grazie a lui, a numerosi uomini.

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