Mai dare per finito un fenomeno come Philippe Gilbert

Ci sono i giovani che avanzano, dal fenomeno francese Alaphilippe, ai fuoriclasse del ciclocross, Van Aert e van der Poel. Poi ci sono i soliti noti, quelli che dominano da anni, come Peter Sagan. In tutto questo però, qualcuno, nell’ultimo biennio, si è dimenticato di un nome che ci ha fatto emozionare sul divano di casa in questo weekend. Stiamo parlando ovviamente di Philippe Gilbert.

La Roubaix, un risultato costruito sulla voglia di reinventarsi

L’eterno Philippe Gilbert. L’uomo che non muore mai, la fenice che si rialza dalle proprie ceneri. Colui che in carriera ha vinto tutto, dimostrando più volte di essere uno dei ciclisti più forti della storia. Un corridore che le classiche non le corre solo, ma le azzanna.

Nonostante tutto ciò, al belga mancava questo risultato, l’Inferno del Nord non è mai stato suo.

Il pavè e Gilbert, fino ad un paio di anni fa non erano grandi amici. Semplicemente preferiva altro, vincere in corse dove sapeva di essere sempre il favorito.

L’impresa che ha compiuto domenica è ancora davanti ai nostri occhi. Una grande azione, grazie anche all’aiuto di una squadra spaziale, come la Deceuninck Quickstep, ma che senza un realizzatore come Philippe, difficilmente sarebbe arrivata in porto.

37 anni da compiere, e una monumento vinta come se fosse un ragazzino, battendo i più forti su questi percorsi, anzi, il più forte, Peter Sagan.

Quel pavè che sembrava non amare si è trasformato in amore puro. Dopo il Fiandre del 2017, qualcosa di veramente bello Gilbert se lo è costruito, dimostrando a tutti che può ancora dettare legge in mezzo alla gioventù di oggi.

Dato per dimenticato troppo presto

Ha vissuto un 2018 dove si è dovuto accontentare di piazzamenti, e soprattutto, di performance di grande importanza per la sua squadra. Dove non ha vinto lui, la scorsa stagione, ha vinto un suo compagno, grazie anche però, al lavoro di un ex campione del mondo del suo calibro.

Questo deve essere d’insegnamento, perché il ciclismo da, e allo stesso tempo può togliere. Con la Quickstep gli ha tolto molto lo scorso anno, dove si immerso in lavori da gregario, ma in questa stagione la sua squadra,e  la sua forza, lo hanno ripagato.

All’appello manca solo una corsa per entrare definitivamente nella leggenda, manca la Milano-Sanremo. Solo questa monumento separa Gilbert nell’entrare nell’olimpo con un certo Eddy Merckx.

Se la vincerà questo non lo sappiamo, ma di certo non possiamo che tifare per chi, di questo sport ne fa un arte e una passione insaziabile. Ha già dato tutto in questo mondo, e tutto quello che verrà, da adesso in poi, saranno semplicemente ulteriori tasselli che collegano Gilbert alla leggenda.

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