Acerbi e la maglia come trofeo: gesto vergognoso!

Elogiamo il calcio per le emozioni che ci fa provare, descrivendolo semplicemente come “non solo sport”. Poi però lo critichiamo, perché è lo sport di tutti, e ci deve essere umiltà e rispetto da parte di tutti. Abbiamo criticato il razzismo, e non smetteremo mai di farlo. Quel disprezzo che ha il pubblico, è una vera e propria ignoranza da curare nel calcio italiano e non solo. Ma quando se c’è da criticare, va fatto a muso duro. Il gesto di ieri sera di Kessie Bakayoko nei confronti di Francesco Acerbi, è uno dei più brutti da tollerare in questo ambiente.

Una storia nata dai Social, chiusa in malo modo deridendo Acerbi davanti a tutta Italia

No, in questo caso il colore della pelle non c’entra, ma non vorremo immaginare cosa sarebbe successo a parti invertite. Detto questo critichiamo ancora una volta l’uso dei Social, perché è da li che tutto nasce. Francesco Acerbi avrà pur sbagliato nel postare certe cose, ma lo ha fatto semplicemente per caricare l’ambiente in vista di un match fondamentale per la Lazio. 

A volte quello che accade nella rete, viene preso fin troppo sul serio, superando il limite del ridicolo. La partita è andata come è andata, il Milan ha strappato 3 punti fondamentali, e la rivalità finisce qui.

Il gesto dello stesso Acerbi di consegnare la maglietta come per sancire la fine della “guerra”, è il classico segno di umanità. Il modo giusto per dire “è solo calcio, amici come prima e hanno vinto i migliori”.

La conseguente esultanza dei due giocatori milanisti però, è uno degli scandali più grandi che si possono vedere in uno stadio di calcio. Il razzismo è pesante, ma deridere un tuo avversario, onesto tra l’altro, è l’accusa più grande.

Ebbene no, noi non accettiamo questi comportamenti. Il Milan, se è una società seria, dovrebbe prendere provvedimenti, anche pesanti, nei confronti di Bakayoko e Kessie. Arrivare a dire che è un episodio da squalifica forse è troppo, ma l’antisportività dei due è vergognosa.

Acerbi è quel giocatore che ha visto la sua carriera appesa ad un filo. Un uomo che ha sconfitto la malattia, vincendo la battaglia più grande, conquistando poi il rispetto di tutti. E’ rinato dalle ceneri, conquistando una squadra importante come la Lazio e la maglia della nazionale.

Non è polemica, ma la sportività non deve essere trascurata

Cari Kessie e Bakayoko, le scuse in questo caso lasciano il tempo che trovano. Il gesto oramai è stato fatto, ed è un dispiacere, perché avete scelto la persona sbagliata, facendo una figuraccia di fronte a tutti. Non è polemica questa, non c’entrano i colori della maglia, ma la sportività che si chiede a dei campioni che giocano nelle squadre più importanti del mondo, e vengono visti da anziani e bambini, che fanno il tifo per loro.

 

 

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