Barzagli e quell’umiltà che dice addio al calcio giocato

C’era una volta la BBC, e fino a fine stagione ci sarà ancora. Quella difesa che ha trascinato la Juventus per lungo e largo. Dalla risalita con Antonio Conte, alla conferma con Max Allegri. Fino all’addio, con ritorno, di Bonucci. Fino al momento, che prima o poi sarebbe arrivato, quello del ritiro di uno dei simboli bianconeri degli ultimi anni, “la roccia” Andrea Barzagli.

Dal Palermo alla Juve, passando in Germania due volte, una da iridato: la favola di Barzagli

I colori, in questi casi, contano relativamente. Stiamo parlando di uno dei più forti difensori che abbiamo potuto ammirare in Italia. Andrea Barzagli nasce centrocampista, ma diventerà con l’Ascoli prima e il Palermo dopo, uno degli interpreti più importanti nel suo ruolo.

Un esempio da seguire, perché nella sua carriera non è mai andato oltre i limiti, sempre rispettando il prossimo e l’ambiente in cui si trovava. Il giusto atleta che ogni giovane, che studia nel suo ruolo, dovrebbe ammirare.

Ieri, Barzagli, ha annunciato che a fine stagione appenderà le scarpette al chiodo. Allegri aveva già anticipato tutto ciò, dando l’idea anche, di un possibile ruolo in futuro staff, per il toscano numero 15.

Il fisico ad un certo punto dice basta. Gli infortuni e i problemi, sono aumentati parecchio nel corso degli ultimi mesi. Un uomo saggio come Andrea, sa bene che questo è il momento di dire basta. Lasciare spazio a quei giovani, che magari potrebbe anche guidare in un futuro. Quei giovani che ieri sul campo di Ferrara ha guidato da capitano, da esempio, come un padre guida il proprio figlio.

Un papà esperto, che ha visto il cielo colorarsi di azzurro a Berlino, e la sua carriera sfociare anche in Germania, a Wolfsburg con la precisione, dove sembrava spegnersi la stella di quel difensore campione del mondo nel 2006.

I 300 mila euro della Juve, e la storia in bianconero

Dove tutto sembra finire, c’è sempre una porta pronta ad aprirsi. E’ l’entrata più bella nella carriera di Andrea Barzagli, quella che a 30 anni, e per soli 300 mila euro, lo porta alla Juventus, iniziando un ciclo che riscriverà la storia dei colori bianconeri.

Inutile elencare prestazioni o trofei di questi ultimi 8 anni. Semplicemente sottolineare come, da giocatore qualunque in Germania, Andrea sia arrivato ai vertici del calcio italiano e mondiale dopo i trent’anni.

Lo abbiamo ammirato anche con la nazionale, dove nel 2012 sfiora l’Europeo, o nel 2016, con Conte in panchina, trascina insieme ai suoi compagni di difesa, Chiellini e Bonucci, un Italia operaia nell’Europeo francese.

Ma è quel legame che rende speciale la storia del difensore di Fiesole. La forza di un gruppo, o meglio di un trio, quello della BBC, di Giorgio, Leonardo e Andrea, che ha fatto le fortune della Juve. Un reparto super collaudato, insuperabile, merito però non solo del lavoro e della qualità, ma anche e soprattutto, di un amicizia fuori dal campo inossidabile.

La storia sta per essere riscritta, questa volta però con il titolo fine, quello che prima o poi arriva per tutti. Andrea Barzagli la riscriverà ancora con un trofeo, l’ottavo scudetto che per la Juve è solo questione aritmetica.

Un regalo splendido ad un campione che ha dato molto al mondo del pallone, e si è dimostrato sempre umile di fronte alle sfide più difficili.

 

 

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