Dallas saluta il suo gigante. Nowitzki annuncia l’addio

L’ultima, alla fine è arrivata. Fine dei giochi, game over per il gigante buono di Dallas. Ha aspettato mesi, prima di dare un annuncio che girava da tempo. Dirk Nowitzki, alla sua 21esima stagione in NBA, dice basta, lasciando i suoi Mavericks e un mondo che lo ha amato e onorato in ogni momento.

Nowitzki lascia con una prestazione da ricordare

In Texas, ma in tutto il mondo del basket americano, Dirk Nowitzki ha lasciato il segno. Portando gioia e amore in questo gioco, essendo amato ed elogiato da tutti, grazie alle sue prestazioni da incorniciare.

Anche l’ultima partita, in casa, contro un avversario modesto come Phoenix, Dirk ha lasciato il segno. Perché d’altronde è giusto così, è la sua notte, e c’è bisogno di numeri e gioco per dare il giusto saluto. Ne mette a segno 30, una cifra che non metteva a referto da tre anni, ma che per l’occasione, il 40enne, non poteva lasciarsi scappare.

Come un passaggio di testimone poi, che dal vecchio va al giovane, da Nowitzki a Doncic, questo sembra lasciare il tedesco ai Mavericks. Anche in questa ultima serata casalinga, il fenomeno sloveno mette a segno un altra tripla doppia, nella sua stagione d’esordio in NBA.

Un passaggio di consegne che sembra già fatto. Tutto ciò però non rovina la festa del tedesco, perché l‘American Airlines Center è tutto per Dirk, è tutto per il saluto ad uno dei più grandi di sempre.

Manca solo l’ultima partita per il tedesco

“Oramai lo avrete già capito, questa è la mia ultima partita in casa con i Mavericks”

L’ultima in casa è quindi andata, nonostante le urla della gente, che non vuole ancora credere di dover salutare Dirk.

Manca solo la fine, l’ultima partita contro San Antonio. I Mavericks non parteciperanno ai playoff, e allora il saluto al gigante tedesco prende ufficialmente forma.

Rimarrà per sempre nella storia, perché saluta il protagonista assoluto della storia dei Dallas Mavericks. Saluta colui che ha trascinato all’unico anello NBA della storia arrivato in Texas, quello del 2011.

Uno dei più grandi di sempre della storia del basket americano. Dalla prossima stagione il parquet americano sarà un po’ più povero.

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