Di Francesco e la Roma, un addio amaro e non meritato

Il calcio sa essere pesante, crudele, e senza senso. La Roma di questi ultimi tempi non è stata di certo una bella squadra. Come spesso si fa, la mancanza di risultati e il cattivo gioco, fa ricadere tutte le accuse sull’allenatore. E’ così che Eusebio Di Francesco lascia Roma.

Esonerato nella giornata di ieri, dopo la cocente eliminazione dalla Champions League, e la pesante sconfitta del derby in campionato.

Due risultati che hanno inciso e non poco, sulla decisione del club giallorosso.

I dirigenti, guidati da Pallotta, hanno così deciso, dicendo addio all’allenatore pescarese, che nonostante tutto, ha portato grandi gioie ed emozioni in quel di Roma.

Qualche errore, ma Di Francesco rimane speciale per i giallorossi

(Photo by Octavio Passos/Getty Images)

Di certo non è stata una stagione esaltante fino a qui, ma le notti magiche europee della Roma hanno lo zampino della grinta di Di Francesco.

Qualche errore tattico, qualche incomprensione con i giocatori, insomma, qualcosa che non ha funzionato.

Al contrario della passata stagione, dove la Champions ha risvegliato l’animo e il cuore di tutti i tifosi della “Magica”.

Quello che ha fatto Eusebio è stato incredibile. Diamogli i meriti che gli appartengono. Troppo spesso alla fine di un avventura, si tirano le somme per gli errori e le cose che non sono andate a buon fine. Poche volte invece, si pensa a quello che di positivo c’è stato.

Trofei, Di Francesco, non ne ha vinti, ma la semifinale Champions vale quanto uno scudetto. La vittoria sul Barcellona resterà una delle partite più belle di sempre, una delle storie più toccanti da raccontare a chi si appassiona al calcio per al prima volta.

I giocatori che ha lanciato poi da non dimenticare. Zaniolo su tutti, ma rammentiamo anche quei calciatori rilanciati, perché Edin Dzeko, sotto la sua guida, è diventato devastante e decisivo, come quello ai tempi del City.

Decisione dura, non sempre giusta da prendere

Non saremo mai d’accoro del fatto di esonerare un allenatore anzi tempo, soprattutto se la stagione non è proprio da buttare. D’altronde, andare fuori agli Ottavi di Finale di Champions ci può stare. L’eccezione è quella dell’anno scorso, dove qualcosa di magico è accaduto, e doveva essere ripagato diversamente.

Una fine che non si meritava, un esonero che Di Francesco non doveva subire. Questa Roma è roba sua, e almeno fino a giugno il compito di allenarla, era il suo.

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