Tour Down Under, poche sorprese ma segnali importanti

Si è conclusa la prima importante corsa stagionale, il Tour Down Under.

Corsa a tappe di pochi giorni che si svolge in Australia, e dove tanti nomi importanti, soprattutto i protagonisti delle ruote veloci, iniziano la loro stagione agonistica.

Il Tour Down Under è la prima corsa Word Tour della stagione, e mettersi in mostra da subito, lancia sempre un bel segnale per il proseguo della stagione.

La vittoria finale è andata per il secondo anno consecutivo al sudafricano Daryl Impey, ma di segnali ne sono arrivati diversi da decifrare.

Impey vince il Tour Down Under, Viviani e Sagan protagonisti

Come detto, il Tour Down Under anche quest’anno va a Impey, capace di trovare anche un affermazione di tappa e soprattutto continuità, cosa che all’inizio di stagione è difficile da trovare ovunque.

Infatti non ci aspettavamo grandi acuti, d’altronde pur essendo una corsa Word Tour, i grandi nomi aspettano corse diverse e più importanti per lasciare il segno.

Nonostante ciò, sono arrivati segnali di forza dai velocisti presenti.

Uno su tutti il nostro Elia Viviani. Trova una vittoria in volata, e far capire a tutti che, il 2018, non è stato un anno a se.

Lui e la Quicksteep si confermano come compagine da battare.

Naturalmente non poteva mancare l’ex campione del mondo Peter Sagan. Battuto in alcune circostanze, ma pure a lui porta a casa una tappa della corsa.

Non in forma ancora (forse), e con un presunto telaio in alluminio da “allenamento”, il fenomeno slovacco non sbaglia e porta a casa il minimo indispensabile.

Il 2019 sarà ancora il suo anno, e cercherà di riprendersi il prima possibile quella maglia iridata che ha perso ad Innsbruck.

Chi forse non ha del tutto convinto nelle ruote veloci, è stato Caleb Ewan. Il ragazzo non è stato in grado di ripetere l’exploit della scorsa stagione, ma il 2019 è ancora lungo. Ha tutte le corte in regola per regolare i più grandi in volata.

Dulcis in fondo, Richie Porte, il solito acuto a Willunga Hill

La vittoria finale non è arrivata, secondo alla fine in generale. Il nuovo corridore della Trek però, nella sua Willunga Hill non sbaglia mai.

Richie Porte vince per il sesto anno consecutivo la tappa di Willunga Hill, anche se in questa edizione non è stato capace di fare il vuoto come anni passati.

Porte cercherà in questo 2019 di sfatare una sfortuna che lo perseguita da inizio carriera.

Impey, Porte e Poels, questi i primi tre della generale, con l’olandese che, pur senza acuti, si prende una piazza da onore de Tour Down Under.

In mezzo ci sono stati gli acuti di Patrick Bevin, vincitore di tappa e leader a lungo della generale. Perde la maglia all’ultima tappa, dove crolla in salita.

Deludente Luis Leon Sanchez, che chiude quarto nonostante i buoni segnali lanciati nella settimana australiana. Un peccato per lo spagnolo.

Infine da segnalare il nostro Diego Ulisse, nono in generale, ottavo nell’ascesa di Willunga Hill. Forma non ancora eccellente per il toscano, ma la speranza di vederlo protagonista nelle prossime settimana permane.

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