Moise Kean, la risposta ai cori di un popolo ignorante

Lui non è una novità oramai. A 19 anni, ancora da compiere, si pone sul tetto dei talenti più importanti del calcio italiano. Moise Kean però, va gestito con cura, come avevamo già riportato tempo fa, dopo il suo esordio in Nazionale.

Ancora Moise Kean ha tutto da dimostrare. Di record ne ha infranti parecchi, e di talento ne ha a dismisura. D’altronde gioca nella squadra più importante d’Italia al momento, che ha in rosa calciatori di grande spessore per la crescita del ragazzo.

Eppure tutto questo non basta a fermare l’ignoranza di un popolo che, vuoi o non vuoi, non riesce a crescere.

La partita di ieri di Coppa Italia tra Bologna Juventus, ne è stata l’ennesima dimostrazione. Pochi palloni toccati, e subito cori e versi di sdegno verso l’italo-ivoriano.

Insomma, a poche settimane di distanza da quello che è successo a Koulibaly, in Inter-Napoli, la storia si ripete. La persone non imparano, ci possono essere tutte le critiche e le disgrazie del mondo, ma la testa resta la stessa.

Tuttavia qualcosa di diverso c’è stato nell’atteggiamento del ragazzo di colore della Juventus. Un comportamento che merita gli applausi di tutti, e il silenzio di chi parla troppo.

Sguardo basso, giocare e segnare: tutto quello che interessa a Moise Kean

Una differenza c’è, tra la partita di Milano, e quella di ieri sera di Coppa Italia. Il difensore del Napoli è stato vittima di cori che gli hanno provocato un effetto drastico sulla sua prestazione. Per carità, resta da ammirare ed elogiare il senegalese del Napoli, degno di essere rimasto in campo, nonostante tutto.

La reazione però di Moise Kean di ieri sera, va approfondita, e fatta diffondere ovunque.

La gente lo insulta? Nessun problema, Kean continua a giocare, a testa bassa, pensando solo al campo. Troverà anche il gol, una coincidenza si, ma una risposta degna di nota.

L’aspetto positivo è questo: gli ignoranti non crescono e continuano nel loro stupido gesto, Moise continua a giocare, fregandosene di tutto e tutti.

Non stiamo dicendo che Kean si è comportato meglio di Koulibaly, assolutamente no, stiamo esponendo il fatto che, la miglior risposta per i “cretini”, è questa: il silenzio.

“Una bocca zitta ne azzitta cento”, un detto si, ma il miglior modo per andare avanti.

Che sia da esempio, e soprattutto, passato ovunque questo gesto, perché non devono vincere loro questa guerra, la deve vincere chi se lo merita e non ha mai fatto niente di male.

 

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