L’amore incondizionato per Marco Pantani

Chi ama il ciclismo non può non lasciarsi andare ad un piccolo brivido, ad una breve emozione, in questo giorno che rimarrà per sempre speciale. Il 13 gennaio di 49 anni fa nasce a Cesena un mito del ciclismo italiano, o meglio, Il mito per antonomasia, Marco Pantani.

Il pirata manca a tutti, manca agli amanti del ciclismo, manca a noi tifosi passionali.

Marco era un esempio, quell’atleta che ti insegna che la vita è dura e bisogna combattere per arrivare ad essere felici.

Sappiamo tutti come è andata, siamo coscienti del fatto che, per Marco Pantani, la felicità non esisteva più.

Non sono serviti a niente i successi, gli anni meravigliosi passati pedalando più forte di chiunque altro. Il ricordo dei suoi assoli, della doppietta Giro-Tour del 1998, rimarranno impressi per sempre nella nostra memoria.

Sono quelle, l’emozioni, che ti lasciano senza fiato, che ti portano a sorridere involontariamente, rendendoti felice per quello che, quell’uomo con la bandana, ti ha insegnato.

Il ricordo di Marco Pantani non può che essere così, un ricordo bellissimo fatto, soprattutto, dei giorni più belli della sua breve ma intensa vita.

Eppure quella felicità che noi abbiamo, pensando a Marco, lui l’aveva persa da anni. Da quel maledetto Giro del 99, da quelle persone che hanno “massacrato” il Pirata. Quelle persone non si meritano il sorriso di questi giorni, non si meritano altro.

L’amore per Marco Pantani non finirà mai

Noi invece viviamo e sorridiamo alla vita, emozionandoci con lo sport e con quello che il Pirata ci ha insegnato andando in bici. Passeranno tanti anni, tanti giorni come quello di oggi, ma nulla servirà a dimenticarci chi era Marco Pantani.

L’amore della gente, di un popolo sempre fedele, che lo osanna in ogni possibile momento. Il ciclismo è lotta, è agonia nel finire una salita, quelle che lui finiva prima di tutti. Nonostante ciò, il ciclismo in questi anni è sempre più amato, soprattutto dai bambini, che lo vedono da una prospettiva diversa.

Uno sport per tutti, per i giovani, e per chi non smette mai di sognare, perché pedalare su strade di montagna ti fa sentire sempre più vicino al cielo.

Quel cielo dove risiede Marco Pantani, perché tutto quello che trasmette una bicicletta oggi è anche, e soprattutto, merito suo.

Caro Marco, non serve farti ogni anno lo smielato messaggio di auguri. Quello che serve è dirti Grazie, perché hai portato felicità pedalando una bici che porterà per sempre il tuo nome.

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