Quagliarella, la seconda giovinezza di un fuoriclasse vero

Fabio Quagliarella, classe 1983, non più giovanissimo, ma l’età giusta per far mangiare le mani a tanti.

Non è stato un giocatore fortunato, durante la sua carriera.

Napoletano di sangue e di cuore, ma proprio quest’ultimo, alla fine, rimane solo un sogno. Dopo tanta gavetta, la chiamata con l’azzurro partenopeo, se la guadagna, ma dura poco.

Solo nel 2017, Fabio racconta i motivi del suo addio al Napoli: un caso di stalking, che lo ha perseguitato per anni, e che lo ha costretto a dire addio alla sua città.

Un addio pesante, per lui, per i tifosi. Il passaggio alla Juventus però, alza ancora di più il proprio valore.

Con i bianconeri è autore di grandi partite, ottime prestazioni, che lo inseriscono tra gli attaccanti italiani più forti degli ultimi anni. Ma qui però, torna la sfortuna. Quel ginocchio che fa crac, nel giorno della befana del 2011, una legnata pazzesca per la sua carriera.

Da li, forse, Quagliarella, perde il treno più importante della sua carriera, quello della grande squadra.

Fabio, però, non si arrende, riparte, prima con la Juve stessa, poi con il Toro, che lo rivitalizza, lo rilancia verso nuovi obiettivi. Traguardi e soddisfazioni che arrivano con il ritorno alla Sampdoria, il suo vero amore, la squadra dove è esploso ed è diventato Fabio Quagliarella.

Il ritorno da favola, a 33 anni, poteva sembrare una semplice scelta di fine carriera, e invece no, Quagliarella nella sua seconda vita alla Samp sta stupendo tutti.

Prestazioni che meritano la nazionale per Fabio Quagliarella

Non lo scopriamo ora, ma con le recenti prestazioni, il capitano doriano sta entrando di diritto nella storia del nostro campionato.

Momento di forma pazzesco, segna sempre, e soprattutto, come segna. Quell’attaccante che ha da sempre avuto colpi di genio, giocate incredibili, e gol assurdi. Ma a 35 anni, continua a farlo come un ragazzino, segno della sua eterna giovinezza, e spensieratezza, che lo contraddistingue.

Prestazioni eccellenti, gol a raffica e tanto altro ancora. Tutto quello che serve, ora come ora, alla nazionale italiana. In un momento come questo, nel nostro calcio, attaccanti come Fabio sono rari.

E’ giusto puntare sui giovani, ma quando i gol non arrivano, virare su l’usato garantito, avrebbe tanto senso.

Fabio Quagliarella si merita l’azzurro, la nazionale si merita l’attaccante doriano.

Magari sarà un semplice ringraziamento a tutto quello che sta facendo, un premio per il giocatore che è, o magari no.

Fatto sta che, in questo calcio malato, in questo periodo buio per la Serie A, vorremmo tanti Fabio Quagliarella in più, perché fanno dannatamente bene al gioco del pallone.

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