Team Sky, 2019 ultima stagione: si chiude un era

Tutte le storie più belle, prima o poi, raggiungono la loro parola fine. Il finale del Team Sky è stato annunciato, in maniera clamorosa, quest’oggi, con un comunicato che ha lasciato tutti senza parole.

Si chiude una vera e propria era. Un binomio, Team Sky e ciclismo, che è andato avanti per un decennio. Arriverà fino al 2019, l’anno dell’addio del famoso sponsor, al mondo delle due ruote.

Un epoca che si chiude, perché, vuoi o non vuoi, la squadra britannica è stata assoluta protagonista negli ultimi anni.

Una vera e propria corazzata, una squadra a tutti gli effetti, che ha sempre lavorato per il proprio capitano, come dimostrazione dei 6 Tour vinti, insieme ad una Vuelta ed un Giro.

Team Sky e Gran Bretagna, le due potenze che hanno monopolizzato il ciclismo mondiale degli ultimi anni.

Basti pensare solo a questa stagione appena finita: Froome vince il Giro, Thomas il Tour.

E non sono due nomi a caso, perché, insieme a Wiggins, sono gli esempi, più belli, da riportare agli appassionati.

Degli atleti fenomenali in pista, trasformati in grandi cronomen prima, e assoluti dominatori delle corse a tappe poi.

Un vero e proprio dominio a livello mondiale che ha caratterizzato il ciclismo degli ultimi 10 anni, e che difficilmente verrà dimenticato.

I ciclisti e le vittorie più belle del Team Sky

Inutile girarci tanto intorno, Chris Froome è il fenomeno che il Team Sky ha lanciato nel ciclismo. Quattro Tour vinti e un Giro, quello di quest’anno, da oscar del ciclismo. Più da aggiungere una Vuelta.

Ma il ricordo più bello, e forse quello più emozionante, sarà sempre quello di Sir Bradley Wiggins, colui che ha portato il primo Tour de France nel 2012 alla squadra, l’autentico esempio di trasformazione da pistard a scalatore.

In quel Tour, il britannico era scortato proprio dal keniano bianco, fino all’arrivo finale, un po’ quello che è successo nelle ultimi edizioni con Froome appunto, e Thomas.

Eccolo quindi l’altro nome da ricordarsi per sempre, Geraint Thomas, il gregario di lusso che ha strappato l’ultimo Tour.

L’ennesima dimostrazione della forza del Team Sky, l’unica squadra capace di vincere da equipe, da gruppo compatto quale è sempre stato.

Appunto per questo non vanno dimenticati altri nomi, perché i più forti ciclisti del pianeta sono passati per qui.

I tanti nomi lanciati dalla Sky

I ciclisti britannici più forti sono passati per qui, oltre ai già citati Froome, Wiggins e Thomas, non vanno dimenticati i vari Stannard, Kennaugh, Cummings, Dowsett, fondamentali per la squadra e per i successi britannici. Importanti anche per un altro ex capitano della Sky, Mark Cavendish, il velocista dell’Isola di Man che ha ottenuto tanti dei suoi successi anche con il team casalingo.

Fondamentali per la crescita della squadra, e da ricordare, gli australiani Simon Gerrans, Chris Sutton, il norvegese Boasson Hagen, il primo vero fuoriclasse che ha lanciato il Team Sky.

Senza dimenticarsi dei colombiani, con Rigoberto Uran, grande promessa che purtroppo si è perso negli anni, i cugini Henao, tuttora in rosa, insieme ad Egan Bernal, il futuro fenomeno del ciclismo.

Oltre ai grandi Giri, da ricordare la Milano-Sanremo vinta da Kwiatkowski, altro gran talento nella scuderia britannica. E poi un altra monumento, la Liegi vinta da Wout Poels, l’olandese, corridore completo, che ha dato tante soddisfazioni al proprio team.

C’è anche un po’ d’Italia nell’organico della squadra d’oltre manica, a cominciare da Dario Cioni, ex ciclista ed ora direttore della squadra.

Lo stesso Elia Viviani è passato per qui, senza trovare però le affermazioni che sono arrivate in seguito. Grandi certezze che invece ha dato in tutti questi anni Salvatore Puccio, gregario sempre a disposizione della squadra.

Tuttora presente il nostro Gianni Moscon, la punta di diamante di un Italia che verrà. Un ragazzo che grazie al Team Sky, sta vivendo una crescita esponenziale.

Insomma, una squadra ha letteralmente lasciato il segno nella storia del ciclismo. Tanti altri nomi, tante altre vittorie, andrebbero ricordate. Si chiude un ciclo, vincente, che in 10 anni ha messo d’accordo tutti, anche i più scettici.

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