Kubica, dall’inferno al ritorno

Un percorso duro, tortuoso, che è arrivato finalmente al capolinea. Nella griglia di partenza della Formula 1 del 2019, ci sarà Robert Kubica.
La Williams ha ufficializzato il ritorno del pilota polacco, che prenderà il via, dal gran premio d’Australia, non più come terzo pilota ma bensì come prima guida.
Kubica, quindi, ce l’ha finalmente fatta. E’ stato un viaggio lunghissimo, che ha toccato momenti molto duri, ma come una favola, sta per scrivere la parola fine.
Un film a tutti gli effetti, una pellicola che regala il finale lieto sia per il pilota polacco, che per tutto il circus della Formula 1.

L’incidente che ha negato a Kubica l’approdo in Ferrari

In Italia è cresciuto, è diventato un grande pilota e si è fatto un nome. Quel nome Robert Kubica lo stava per scrivere nella storia del cavallino rampante.Lo ha confessato in un podcast ufficiale della F1 lo scorso luglio: contratto firmato con la Ferrari per la stgione 2012, al fianco di Fernando Alonso.
Non una scelta qualsiasi quindi, ma il sogno di tutti i bambini che arrivano in F1. Quel sogno però Kubica, lo ha visto volare via, per sempre.
L’incidente durante una gara di rally, nell’inverno del 2011, gli ha quasi tolto la vita.
Robert si è salvato, ma il pilota agonistico non poteva più far parte della sua carriera.

Almeno questo è quello che dicevano medici e colleghi.

Quello che tanti non sanno però, è che Robert Kubica è un guerriero. Non ha mai smesso di crederci e di lottare per tornare sul suo più grande sogno.
Aveva quel colore rosso davanti a se, che ha visto sbiadire piano piano. Più di un anno di interventi e riabilitazione lo hanno portato a crederci ancora, e a ricominciare a correre.

Lo ha fatto per diversi anni nel mondiale rally, ma con il passare del tempo ha capito che quel mondo non era il suo.
Il suo universo si chiama Formula 1, e Kubica ha lottato come un leone, sofferto tanto, ma ce l’ha fatta.
Nel 2018 il suo grande ritorno. Terzo pilota Williams, ma poteva tranquillamente essere già prima guida.
Gli sponsor e le dinamiche della squadra però, lo hanno portato ad accontentarsi di questo ruolo, comunque prestigioso all’interno del paddock.

Questo finale di stagione, il paddock verserà lacrime per l’addio di Alonso, ma potrà tornare a sorridere un attimo dopo, con il pensiero che dal 2019, tra i venti piloti più veloci al mondo, ci sarà un gradito ritorno, un gladiatore su abiti da signore: Robert Kubica.

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