Pellizzotti, l’ultima pedalata del “Delfino di Bibione”

Il momento dell’addio, prima o poi, arriva per tutti. Quello per Franco Pellizzotti è arrivato in questo finale di stagione. Al giro di Lombardia, Il “Delfino di Bibione”, così soprannominato dai suoi fan, ha suonato l’ultima meraviglia della sua lunghissima carriera.

Un ultima sinfonia suonata a meraviglia, ancora una volta per la squadra, per il suo capitano, Vincenzo Nibali.

Lo squalo dello stretto ha ringraziato con parole al miele, un messaggio di vera stima e amore al suo compagno. Parole affidate ai social, un pensiero da brividi:

“Oggi ho un grande pensiero per @francopellizotti, un grande atleta che ha saputo trasmettermi molto da capitano nei miei primi anni nel #TeamLiquigas e successivamente come spalla e fido consigliere nel @bahrain_merida, ma sono altrettanto sicuro che farai molto nel tuo nuovo ruolo!! Ad Maiora Direttore”.

Una carriera per Pellizzotti con pochi successi, una squalifica ma anche tanto amore per la bici

Non sarà il più ricordato, perché nel mondo moderno chi vince viene ricordato, chi non fa risultati finisce nel dimenticatoio.

Nel ciclismo per fortuna non è sempre così, chi ha fatto del bene, e lottato come un leone, viene ricordato.

Pellizzotti non è riuscito a far suo un grande giro, quando ci ha provato, negli anni d’oro con la Liquigas, ma è riuscito a vincere il Campionato Italiano in linea, prendendosi il tricolore.

Un titolo vinto nel 2012, dopo il rientro dalla squalifica per doping.

Una squalifica che ha segnato tantissimo Franco e la sua storia con il ciclismo.

Non siamo qui per giudicare l’atleta, il doping non è mai una cosa positiva, ma giusto o sbagliato che sia, lo sa bene lui più di tutti noi.

La sua coscienza, il suo essere, ha passato momenti sicuramente molto tristi. Ma è tornato, e lo ha fatto con quella divisa tricolore che, lo ha lanciato nel ciclismo che conta a fine carriera.

Un finale di carriera da leoni, o meglio da chi sorveglia i grandi felini, se così si può dire. L’approdo alla Bahrein Merida di Nibali, ha segnato il suo passaggio a gregario di Vincenzo, e lo ha fatto in maniera egregia.

A 40 anni ha dato tutto al ciclismo, da capitano o da gregario non ha importanza, lui ha pedalato e lottato su ogni salita, sfidando gli altri e se stesso.

Franco Pellizzotti è arrivato agli ultimi saluti, ora lo aspetta probabilmente un ruolo da “ammiraglia”, ma di certo questi suoi anni trascorsi nelle strade di tutto il mondo, non saranno dimenticati.

Da amanti del ciclismo, e dello sport in generale, grazie mille Franco.

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