MotoGP 2018, fine dei giochi

Si è conclusa con la gara di Valencia di ieri anche questa stagione di MotoGP.

Una stagione che ha visto ancora una volta il dominio di Marc Marquez, l’extraterrestre moderno della MotoGP.

Un dominio perfettamente riuscito grazie una Honda sempre perfetta, messa a punto per un alieno come il cabroncito.

Non c’è mai stata storia, questo 2018 conferma che al momento Marquez è imbattibile. Sin dalle prime gare si era capito l’andamento del campionato: Marc davanti, tutti gli altri dietro.

In casa Honda da sottolineare l’addio con ritiro dalle corse di Dani Pedrosa. Un gentiluomo del motociclismo che meritava molto di più rispetto a quello che ha fatto.

Ducati bene in ritardo

Ci ha messo troppo tempo, ed ha sbagliato troppe gare iniziali in MotoGP quest’anno la Ducati.

Lorenzo a tratti spento, anche se ha portato a casa vittorie e prestazioni importanti.

L’infortunio di fine stagione gli ha rovinato la possibilità di giocarsi il secondo posto. Poco male, il suo pensiero è già proiettato al futuro che si chiama Honda.

A Valencia, ma anche in quest’ultimo gare, c’è da registrare ancora una volta un grande Dovizioso. Sua l’ultima vittoria stagionale, suo, se si può dire, il morale più alto. Sa di avere tra le mani una grande moto che il prossimo anno può ancora competere. Il sogno è sempre lo stesso, prendersi questo benedetto mondiale, sfuggitogli l’anno passato.

Una Yamaha da rifare per la MotoGP che verrà

Che sia stato un anno pessimo per la Yamaha è un dato di fatto.

Rossi e Vinales non hanno mai avuto tra le mani una moto degna da titolo mondiale.

La questione gomme resta un problema, ma non sarà l’unico. È andata meglio in queste ultime apparizioni, dove lo spagnolo è riuscito a riportare una vittoria nella scuderia giapponese.

Vittoria che non ha visto protagonista il nostro Vale. MotoGP di “guerra” per lui quest’anno. Tanti problemi e un carro tirato avanti a denti stretti. I risultati (pochi) che sono arrivati, sono degni del suo enorme talento, anche se qualche errorino qua e in la lo ha seminato.

In queste ultime due gare ha buttato via la vittoria con due cadute. Quella di Valencia, sotto una pioggia battente ci può stare, ma altro no.

Siamo di fronte, purtroppo, alla fine di un era. Una fine che speriamo di vedere più tardi possibile, ma che nelle statistiche e nelle prestazioni stiamo cominciando a notare.

Titoli di coda per il dottore, che ci riproverà il prossimo anno, ancora una volta, alla caccia del maledetto decimo mondiale.

Una Suzuki che cresce e gli altri exploit della MotoGP

Se c’è stata una bella crescita della Ducati, con un 2019 che si prospetta ottimo, va sottolineato la bravura della Suzuki. 

Iannone Rins soprattutto, sono stati capaci di lottare in diverse gare per il podio. Cinque podi totali per lo spagnolo, autore di una grande crescita. Alex Rins può ambire a qualcosa di più grande nel futuro prossimo. Quattro i podi per il forlivese, che rispetto alle aspettative, ha un po’ deluso.

Dal prossimo anno Andrea Iannone approderà in Aprilia, e sarà chiamato a sollevare le sorti della scuderia italiana. In MotoGP quest’anno l’Aprilia non è riuscita a sbocciare. Le premesse erano tante, ma non si è realizzato niente di quello che ci si aspettava.

Capitolo italiani: Petrucci e Morbidelli. C’è poco da dire per gli altri nostri centauri delle due ruote. Petrucci non è riuscito a dare continuità alle sue prestazioni, ma lo aspetta una Ducati ufficiale la prossima stagione, con la speranza che Danilo esploda definitivamente.

Morbidelli reduce dal successo in Moto2, trascorre una stagione tutto sommato buona, di ambientamento. Dalla prossima è chiamato a non trascurare niente, per provare a portare a casa qualcosa di più che qualche punticino.

 

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