La Nazionale di Mancini è sulla giusta strada

Le critiche sono tante e ci sono sempre. Che le cose vadano bene o male, è indifferente, quello che conta sono sempre e solo i risultati. In questo periodo però, per la nazionale italiana, conta tutto.

Conta una buona prestazione. Conta il gioco che piano piano migliora, e poi soprattutto le motivazioni e l’interesse, verso una squadra che è sempre stata ignorata durante la stagione calcistica.

Quella che abbiamo visto ieri sera a San Siro contro il Portogallo, è stata una bella nazionale.

Una squadra che ha messo sotto, nel primo tempo, la squadra campione d’Europa. È vero che il Portogallo non è ai suoi massimi livelli, e che l’assenza di un certo Cristiano Ronaldo si fa sentire, ma quello che conta è l’approccio e la condizione della nazionale azzurra.

Una squadra che sembra ben messa in campo. Un undici titolare che si ripete da qualche partita, infortuni e problemi permettendo.

È proprio questo quello che serviva all’Italia: continuità e uomini su cui puntare.

Per ora va bene così, ma alla nazionale mancano i gol

Come detto un undici titolare che si ripete e si comporta bene.

La certezza difensiva, con capitan Chiellini, ieri a quota 100 in azzurro, e Bonucci a guidare il reparto davanti a Donnarumma. Terzini di buona spinta, Florenzi e Biraghi sono le nostre miglior soluzioni al momento.

Ma la vera forza della nostra nazionale è il centrocampo. Jorginho, Verratti e Barella, le certezze della nazionale azzurra.

I ricambi al momento non sono di primo livello, o per lo meno non garantiscono le prestazioni di questi 3 ragazzi.

Jorginho da chiarezza a tutto il centrocampo, mentre Verratti illumina il gioco. Un Marco Verratti che si deve prendere definitivamente l’Italia, e ieri sera è stato autore di una grande prestazione, specialmente nei primi 45 minuti di gioco. Poi c’è Niccolò Barella, l’autentica rivelazione di questa nuova nazionale di Mancini. Corsa, sacrificio, qualità e tanta quantità. Un ragazzo che ha tutto per diventare fondamentale e leader.

E quindi i problemi dove sono?

I problemi, o meglio il problema, è il gol. L’infortunio di Bernardeschi ha negato al CT azzurro la possibilità di schierare il tridente leggero. Quindi al finaco di Insigne e Chiesa ieri sera, abbiamo visto Immobile.

Il laziale continua a segnare tanto ovunque, tranne che in azzurro. Per la nazionale il gol è stregato, e Immobile ieri sere si è divorato occasioni infallibili.

Questo manca alla nazionale, manca un vero e proprio bomber di razza. Un Inzaghi, un Vieri, un Toni per arrivare a tempi più recenti.

Abbiamo ritrovato il gioco, con dei fantasisti e giocatori di qualità che, se messi in grado dai compagni, possono essere decisivi. Ma chi finalizza manca, e sarà compito di Mancini rimediare a questo difetto.

Piano piano la luce fuori dal tunnel arriverà, ma ci sono da limare dei dettagli fondamentali, come il gol, per poter ritornare ad esultare come nom mai per la nazionale italiana di calcio.

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