Diego Buonanotte, il talento immenso di un fenomeno mai esploso

Tanti non sapranno nemmeno chi è, ma i veri appassionati, e anche qualche buon esperto di “Football Manager”, sanno già tutto quello che c’è da sapere su questo ragazzo. Diego Buonanotte, il fenomeno argentino mai esploso.

Classe 1988, trent’anni per “El Enano“, il suo soprannome che deriva dalla sua statura, solo 1.60 di altezza. Un vero e proprio fantasista, dal talento incredibile, dalle giocate da vedere e rivedere.

Tutto questo spettacolo, lo mette in mostra nel River Plate, la squadra che lo lancia nel calcio importante. Da li nasce Buonanotte, un talento cristallino, che purtroppo però li rimane, perché nel calcio che conta, quel giocatore ammirato in Argentina, non si è più visto.

L’incidente, la causa di tutto il proseguo della carriera di Diego Buonanotte

Dal 2006 al 2011 al River Plate, con annate spettacolari che lo mettono sotto la lente d’ingrandimento dei club europei. Ma poi quel maledetto Santo Stefano del 2009, la causa di tutto quello che è stato per Diego Buonanotte.

In vacanza con 3 amici, i suoi migliori amici.

C’era Buonanotte alla guida di quella macchina, c’era Diego Buonanotte quando quella dannata auto sbandò e morirono sul colpo i suoi tre amici d’infanzia.

Per il talento argentino, varie fratture e problemi ad un polmone, che gli sono costati mesi e mesi di riabilitazione, ma di certo nulla in confronto a chi ha perso la vita.

Da quel momento però, è partito il processo mediatico contro questo ragazzo.

Per chi non lo conoscesse, o non conosce la sua storia, non andate a pensare subito al peggio. Diego Buonanotte era, ed è, un ragazzo dall’animo dolce e gentile, colui che della vita sregolata non conosceva nemmeno l’esistenza. Un bravissimo ragazzo, gentile, tutto il contrario dei classici calciatori di oggi.

Ma la cronaca al mondo è questa, Diego Buonanotte accusato di tutto, dall’alcool alla droga, i peggio mali per un ragazzo che in quell’incidente ha perso tutto.

“Perché non sono morto anche io?!”

Questa la frase in testa per anni, o meglio per sempre.

Sappiate poi che le indagini sono andate avanti, e che Diego Buonanotte è rimasto in vita perché era l’unico con la cintura di sicurezza. Dall’incidente invece, è risultato un semplice quanto assurdo, aquaplaning.

Ma lui tutto questo non lo vedeva più, sentiva solo queste voci maligne che gli risuonavano nella testa. Il pubblico che gli intonava cori come “assassino”, media contro di lui e ancora e ancora…

Tutto questo ha dovuto sopportare per anni e anni Diego Buonanotte.

L’avventura in Europa e il ritorno in Sud America

È chiaro che tutto quello che ha passato, ti divora la vita, e rovina tutto quello che avevi creato con sudore e allenamento.

Diego Buonanotte è andato avanti, ha recuperato dalle gravi ferite fisiche, ma non di cuore, e si è ributtato sul pallone.

Un pallone però non più suo grande amico. Quel talento, quella classe ammirata in Argentina, pare scomparire.

Approda in Europa grazie al Malaga, ma non riesce a dare tutto se stesso. Dopo un paio di stagioni finisce al Granada, sempre in Spagna, ma deludendo ancora.

Un paio di prestiti dalla squadra spagnola al sud America (Argentina prima, Messico poi), per provare a ritrovare se stesso, e per meritarsi di nuovo un occasione. L’occasione glie l’ha da, nell’estate del 2015, i greci dell’AEK Atene.

Pochi scampoli anche in Grecia, dove brilla nella Coppa nazionale, ma niente di più.

Dal 2016 è tornato nel Sud America, precisamente a Santiago del Cile, dove gioca, tutt’ora, con l’Universidad Catolica.

Tutto questo a trent’anni, e una carriera praticamente finita.

Un grandissimo talento del calcio mondiale che non è mai riuscito ad esplodere, ma non per colpa sua.

La vita ha voluto questo da lui, il suo destino è stato salvarsi da un incidente mortale, ma costringendolo a rinunciare al suo più grande sogno.

Di fenomeni argentini ce ne sono stati e ce ne sono tanti, questo ragazzo però meritava. Non sapremo mai dove sarebbe potuto arrivare, ma di certo le qualità le aveva, e non è detta che Messi e gli altri sarebbero stati così tanto distanti dal suo livello.

Diego Buonanotte, El Enano, il gioiello argentino che non dimenticheremo mai, perché, in un modo o nell’altro, ha lasciato il segno nei nostri cuori.

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