Pinot vince il “Lombardia”, Nibali da applausi

L’ultima classica della stagione. Una delle corse più belle di tutto il calendario, il Giro di Lombardia. Chiamata anche la “corsa delle Foglie Morte”, ha vissuto un altra splendida giornata ieri, attraverso lo spettacolo immenso del Lago di Como.

Lo spettacolo però, ce l’hanno regalato i corridori, come sempre, ma soprattutto due grandi atleti, Thibaut Pinot e il nostro Vincenzo Nibali.

Due atleti che si stimano, che hanno lo stesso modo di correre, e che si sono ritrovati più volte, nel corso della loro carriera, l’uno contro l’altro. Questa volta, al Lombardia, ha vinto Pinot, ed è grande l’orgoglio del francese nell’aver battuto un monumento come Vincenzo.

Il Lombardia per Pinot: la vittoria più bella della sua carriera

Un attacco, non va. Secondo attacco, non va. Terzo attacco, Nibali a testa bassa a cercare le ultime energie, che però non ci sono. Parte Pinot sul Civiglio, dove erano rimasti solo loro due. Parte il francese, perché sa che quell’attacco gli sarebbe valso il Lombardia.

Momento di grande forma, in questo finale di stagione per Pinot. Era tra i favoriti, ma di certo non la prima scelta. Eppure ha saputo sorprendere tutti.

Il francese che ama l’Italia. Ama le nostre corse, e ama le nostre terre. Ha vinto la Milano-Torino questa settimana, ed ora si prende il Lombardia, meraviglioso.

Con le lacrime agli occhi dopo la linea del traguardo, giusto per capire cosa significa per lui questa vittoria.

E’ un corridore come il nostro Vincenzo, forte sulle corse a tappe, ed interessante nelle classiche di un giorno.

Forse a 28 anni, dopo diverse vittorie nei grandi giri, e qualche buon piazzamento, si aspettava di arrivare a conquistare un grande giro. Così non è stato. La sua prima vera grande corsa vinta, è arrivata ieri, è arrivato il Lombardia, dove un immenso Pinot chiude la stagione con le lacrime agli occhi e le braccia al cielo.

Un eroe, un monumento, sei splendido Vincenzo

Gli onori e la vittoria spettano ad uno splendido Pinot, e non si può togliere nulla al francese, ma Vincenzo Nibali ieri, è stato un monumento. Applausi dall’inizio alla fine, per un atleta che le ha dovute provare tutte in questa stagione.

Dalla caduta del Tour de France, che gli ha rovinato l’intero finale di stagione, al Lombardia, dove Vincenzo si è comportato da leggenda.

La frattura alle vertebre, l’operazione, il ritorno in bici per preparare la Vuelta e il Mondiale in pochissimo tempo. Gli sforzi fatti, il dolore sopportato, tutto questo ha dovuto passare lo squalo di Messina.

Ha corso una Vuelta per preparare il Mondiale, fregandosene di chi diceva male, e di tutte le opinioni della gente. Ha dato tutto a Innsbruck, nel Mondiale che ha sempre sognato di vincere, in un percorso favorevole alle sue caratteristiche. Purtroppo non è bastato, la gamba non era pronta come in altri eventi.

Nessun problema, rimboccare le maniche per ripartire, e puntare al finale, al Lombardia.

Vinta la Milano-Sanremo ad inizio stagione, e sognare la doppietta con il Lombardia. Vincenzo ci ha provato con tutte le sue forze. Suo l’attacco decisivo sul Muro di Sormano, poi il duello con Pinot, questa volta perso. Si è dovuto arrendere, e ragionare. Più di così, in questa gara, non poteva dare. E allora giù a difendere il secondo posto. Raggiunto nel finale dal gruppetto di inseguitori pareva tutto finito li, ma non per un monumento, un guerriero come lui. Su sui pedali, e scatta, verso il traguardo, verso il secondo posto, che è come una vittoria, perché davanti c’è un Pinot fantastico, e perché un finale di stagione così era quello che ci voleva.

Questa volta il Lombardia ha respinto Nibali, ma la fame dello squalo è tanta, e non finisce qui. Dal prossimo anno ci saranno nuovi obiettivi da centrare, e la carriera di Nibali continua con sogni e amori da conquistare.

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