Ryder Cup, la vittoria europea, trascinata da Molinari

E’ il nuovo messia del vecchio continente, il nuovo eletto del golf mondiale, Francesco Molinari continua a far parlare di se, e lo farà per molto. Il ragazzo di Torino regala la Ryder Cup al vecchio continente, quello che si era promesso tempo fa, dopo la conquista del suo primo major.

E’ stato decisivo per tutta la durata dello storico torneo, che vede sfidarsi una selezione di giocatori statunitensi contro una di quella europea.

Grande prova per il nostro Molinari, capace di battere anche il leggendario Tiger Woods, ma soprattutto capace di ottenere 5 punti su 5, nelle sue altrettante partite vinte. Una Ryder Cup da ricordare, da incorniciare. Il primo italiano a partecipare, e lo fa subito con una qualità e un onore, da far paura a tutti. Grandissima prova per lui e per tutti i rappresentanti europei.

La Ryder Cup regala a Molinari il titolo di nuovo “messia”

Forse è un parolone, forse è un po’ troppo, ma se lo chiamano il “messia”, i media europei, un motivo c’è. E’ il suo anno, è il suo momento, e questa parola, anche se un po’ scomoda nell’uso, se la dovrà tenere stretta.

Un ragazzo timido, dal chiaro comportamento sabaudo che, per chi è piemontese come lui, fa soltanto onore. Immenso Francesco Molinari, acclamato ora da un Europa intera, per la sua annata si, ma soprattutto per quello che ha dimostrato in questo torneo. Il golf ringrazia, soprattutto il movimento italiano ringrazia.

Vive a Londra il nostro Francesco, ma lui è italiano a tutti gli effetti, e dopo questa vittoria alla Ryder Cup, si sentirà un cittadino europeo ancora di più, con un grandissimo orgoglio e senso di patriottismo generale.

Lui stesso ha ammesso la propria emozione per i cori ricevuti, il grido “Europa, Europa”, dei tifosi più accaniti, fa impressione. Il livello di acclamazione che sta vivendo Molinari in questo periodo, è qualcosa di grandioso e inimmaginabile per un golfista italiano.

Settimane fa celebravamo l’inizio di una nuova era per il golf italiano, grazie a lui, ma dopo questa Ryder Cup, lo splendore del nostro talento torinese, risplende nel mondo.

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