Valverde, “El Imbatido” si prende finalmente l’iride

E’ la storia più vecchia del mondo. Una storia che starebbe bene in qualsiasi film. E’ lo sport, perché certe emozioni solo così le possiamo vivere e raccontare. Alejandro Valverde Belmonte, per tutti soprannominato “El Imbatido”, si prende la maglia che sognava da una vita, diventa campione del mondo per la prima volta a 38 anni.

Dopo 6 podi, tanti rammarichi ed infiniti rimpianti, il ciclismo celebra la più bella e commovente vittoria che poteva arrivare in questo mondiale.

Gli dei, il cielo, o tutto quello che volete, hanno tolto il sogno più grande ad un “ragazzino” per troppi anni, ed ora, che è quasi giunto il momento di appendere la bici al chiodo, gli danno ciò che merita, l’iride.

Il mondiale più duro all’uomo più duro da battere: Alejandro Valverde

Gli scalatori questo mondiale lo aspettavano da anni. Rampe quasi impossibili da scalare, e un dislivello tale, da mandare in crisi chiunque.

Il parco partenti era da grandi occasioni, quella maglia iridata l’hanno sognata in molti in questi mesi. Il circuito su cui era disegnato il Mondiale di Innsbruck sembrava troppo duro anche per Valverde sulla carta. Sbagliato, errore gravissimo. Lui è l’uomo da battere, sempre.

Le classiche di un giorno portano il suo nome. Quel soprannome non gli è stato dato per caso. La strada può essere più dura del solito, può rappresentare delle salite impossibili, ma nulla ferma la potenza e la determinazione di questo uomo.

I più grandi scalatori mano a mano hanno ceduto sulle rampe di Innsbruck, lui no, e con lui un gruppetto fino al traguardo. Perché era giusto così, era giusto che in mondiale di sole salite, doveva concludersi con una piccola volata. E quella volata dove portare solo un nome, Alejandro Valverde.

L’ha perso il mondiale in volata, l’ha sbagliato, anche troppe volte. Stavolta Valverde si è preso tutte le responsabilità. A 38 anni, nella sua ultima occasione per realizzare il più grande sogno, scatta a 400 metri dal traguardo. Non c’è storia. Non lo può battere nessuno.

Valverde è campione del mondo!

L’iride a Valverde

Forse era già tutto programmato, nel destino ovviamente. Ma certe emozioni sono inimmaginabili. Lo ha sognato da bambino, lo ha cercato per quasi venti anni. Il primo podio 15 anni fa. Questo è tutto quello che il destino e il fato ha voluto dare a Valverde.

Tutti esultano, tutti sono contenti. Ogni nazione chiude questo mondiale con il sorriso. Si, il rammarico di non aver vinto, ma ha vinto l’Imbatido, e ci scappa il sorriso.

Il giusto riconoscimento per un intera carriera, corsa per tutto il mondo a suon di vittorie.

Le vittorie sono state tante, immense, e piene di significato. Ma forse questa, le supera tutte. Se c’era un uomo che voleva con insistenza quella maglia, era solo lui, il mito, Valverde.

Dobbiamo solo inchinarci ed essere fieri di esserci emozionati per questo momento. Inchinarci come ha fatto, Sagan, 3 volte campione del mondo, che si intrufola sul podio per rendere il giusto onore a Valverde. Beh, signore signori, questo è l’emblema del ciclismo.

Un mondiale meraviglioso, si è concluso con il sogno di un bambino di 38 anni che si è finalmente realizzato.

El Imbatido li ha battuti ancora una volta tutti, il Re di Spagna, Alejandro Valverde, si prende l’iride e si siede sul trono posto più alto nel mondo.

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