Giuseppe Rossi continua il declino, positivo all’antidoping

Non c’è pace per Giuseppe Rossi. Sarebbe il caso di dire che non ne va dritta una per l’ex attaccante della Fiorentina.

In giornata è uscito un comunicato che riporta la positività ad un controllo antidoping effettuato dopo la partita Benevento-Genoa dello scorso maggio.

Da quanto risulta è stato trovato positivo ad una sostanza chiamata dorzolamide. Una sostanza che in diversi casi è contenuta nei colliri.

Quindi la prima cosa che viene in mente è che non ci sia poi niente di grave. Ma non è così. Certe sostanze possono essere prese solo sotto una segnalazione precedente, per dei motivi evidenti. Cosa che Giuseppe Rossi non ha fatto. Meglio ancora, Pepito ha dichiarato di non aver mai utilizzato il collirio in quei mesi.

Per il momento sono solo voci. Pochi fatti. Ma le notizie rimbalzano, e da quanto si sa, la procura chiederà un anno di stop al calciatore. Un altra tegola per Rossi, che sta facendo i conti con una carriera per niente fortunata.

Dagli infortuni al doping, il declino di Rossi

Era considerato uno dei talenti più importanti che avevamo in Italia. Forte, veloce, tecnico, aveva tutto. Era un predestinato, un giocatore che poteva scalare tante classifiche e gerarchie. Così però non è stato.

Tralasciamo questa notizia dell’ultima ora del possibile caso di doping. Non la classifichiamo grave, ma pesante per il proseguo della sua carriera.

Una carriera che, a 31 anni, sta giungendo al termine. L’inizio con il Manchester United lo proiettava come uno dei talenti più forti degli ultimi decenni. Le attese sono rispettate, e il passaggio in Spagna, al Villareal fa esplodere un bel campione. Gioca, segna e fa vincere il sottomarino giallo. Tutto questo fino al 26 Ottobre del 2011, quando al Bernabeu, contro il Real, si procura la la rottura del legamento crociato del ginocchio. Da qui il lungo calvario.

Alla prima operazione, ne seguiranno altre due. Problemi su problemi. Il rientro avviene nel Gennaio del 2013, acquistato dalla Fiorentina.

Con la viola torna il vero Rossi, gol e grandi prestazioni. Poi il nuovo infortunio al ginocchio nel gennaio del 2014, lo fa rientrare solo a fine stagione. Nell’estate riscontra nuovi problemi che lo portano ad una nuova operazione.

Da qui la carriera di Rossi non è più stata una vera carriera. Diversi prestiti in Spagna, fino al nuovo stop, ancora quel ginocchio maledetto.

Il rientro in Italia, al Genoa, che dura una sola stagione. Fino a ritrovarsi svincolato, e con l’accusa di doping.

Giuseppe Rossi verso la resa

No, non è stata un carriera semplice per un uomo che era chiamato a riportare l’Italia in alto. Un calciatore dal grande talento, con quel cognome che ricorda gli anni d’oro della nostra nazionale.

La fortuna non è stata mai dalla sua parte, e forse ora Rossi, si è stufato anche di lottare. D’altronde quando lotti tutta la vita contro il tuo destino, senza mai vincere, capisci che prima o poi dovrai mollare il colpo. E probabilmente così è stato.

Forse, dopo oggi, quella di Giuseppe Rossi sarà la resa definitiva di un calciatore sfortunato e deluso, che cercava ben altro in questi anni della sua carriera, ma ha riportato solo dolore e problemi.

Tutto questo è stato un peccato Pepito, noi tifosi non abbiamo mai smesso di credere in te. La vita toglie, ma prima o poi il tuo momento arriverà. Magari non nel calcio, perché, a quanto pare, il mondo del pallone non ti vuole.

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