Gilardino appende scarpette e violino al chiodo

Lascia il calcio giocato un calciatore che ha fatto la storia in Italia. Non uno qualunque quindi. Alberto Gilardino dice basta con il calcio giocato. Appende così, non solo le scarpette, ma anche il suo amato violino, che ha suonato per tante volte.

Gilardino, che negli ultimi anni ha fatto il giro d’Italia con diverse squadre, ha deciso di rifiutare le proposte dalla Serie C, per intraprendere l’avventura da allenatore.

Dalla Champions con il Milan, al campionato cinese, le avventure di Gilardino

Ne ha cambiate tante di maglie, ma le soddisfazioni, ovunque è andato, sono state diverse.

Nel 2001 ai tempi del Verona, per via di un incidente stradale, un frontale, si rompe lo sterno e dovette chiudere anzitempo la sua stagione. Passa così un periodo molto difficile. A 19 anni la sua carriera è in fase di lancio, ma llo stesso tempo in bilico.

Gilardino torna, e lo fa più forte che mai. Il Parma lo fa conoscere al mondo. Lui si prende gli emiliani a suon di gol, che gli valgono, nel 2005, la chiamata del Milan. In rossonero raggiunge i vertici massimi della sua carriera. Pur non essendo mai il punto di riferimento del diavolo, il “Gila” non tradisce le aspettative e si prende anche una Champions League.

L’addio al Milan con passaggio alla Fiorentina è stata una grandissima esperienza, caratterizzata dai gol, tanti gol. E poi ancora Genoa, Bologna, di nuovo Fiorentina, per chiudere con lo Spezia in B.

Una carriera lunghissima, dove ha girato tanto per l’Italia. Ha conquistato ogni piazza in cui è stato, lo ha fatto segnando e suonando il violino, la sua esultanza.

Nel mezzo anche l’avventura cinese, al Guangzhou, dove porta a casa anche un campionato cinese.

L’addio di Gilardino, il violino mondiale del 2006

Chi non si ricorda quella squadra a memoria? Chi non conosce ogni singolo giocatore di quei magnifici 23? Tutti praticamente.

Alberto Gilardino era il numero 11 di quella nazionale. In quel 2006 magnifico, formava la coppia prolifica con Toni, e quegli anni, in Italia, non ce li scorderemo mai.

Il gol agli Stati Uniti alla seconda giornata, il violino suonato davanti ai tedeschi. L’inizio di tutto.

La palla tenuta e poi servita su un piatto d’argento per Del Piero, nella semifinale contro i padroni di casa, indimenticabile.

Quel mondiale è anche suo, naturalmente.

Abbiamo celebrato e ricordato da poco Cannavaro, che ha compiuto 45 anni, ora siamo qui a celebrare quel ragazzo che non suonerà più il violino, ma che ci ha regalato sinfonie indimenticabili.

Un altro campione del mondo saluta il calcio giocato, Gilardino appende il violino, pronto a diventare direttore dell’orchestra nella sua prossima vita calcistica.

Grazie di tutto Gila.

Please follow and like us:
error

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *