Raikkonen, per sempre l’iceman della Ferrari

Dopo 8 anni finirà l’avventura in Ferrari del finlandese di ghiaccio, Kimi Raikkonen. 

I segnali di Monza sono stati interpretati bene, il comportamento di Raikkonen, un po’ romantico nel salutare i tifosi, aveva fatto pensare nel giusto.

L’ultimo campione del mondo Ferrari, l’ultimo pilota, insieme ad Alonso, di un era che non c’è più. A differenza dello spagnolo, Kimi rimarrà comunque nei nastri di partenza della prossima Formula 1. Il suo addio alla Ferrari, è segnato da un ritorno clamoroso, quanto bellissimo, alla sua prima scuderia, la Sauber.

Da campione del mondo, a perfetto scudiero, le due vite di Raikkonen

E’ sempre stato considerato un uomo freddo, di ghiaccio, ma chi lo conosce sa che non è così. Da quando ha “scoperto” i social, Raikkonen ha mostrato il suo lato tenero e dolce, soprattutto in famiglia. I suoi team radio sono storia. L’espressioni dopo un podio, o una pole, sono sempre fredde e concentrate. Sembra che non voglia far trafilare emozioni, eppure non è cosi.

La pole di Monza è stata un capolavoro, tralasciando poi la gara. La corsa, appena sceso dalla monoposto, per andare a prendere gli occhiali e il cappellino, lasciano tutto all’immaginazione. Le lacrime della Signora Raikkonen ai box, sono la ciliegina sulla torta. Tutti segnali che hanno portato a pensare che fosse davvero la fine, e così è stato.

L’addio alla Ferrari, quella scuderia che nel 2007 lo chiamò, per sostituire Schumacher, e che gli regalò, al primo colpo, il suo unico mondiale. Unico e ultimo mondiale in casa Ferrari, che tutti si ricordano bene, la vittoria all’ultima gara, un emozione senza fine.

Poi il saluto alla Formula 1, con passaggio sui rally, mai digeriti fino in fondo. Poi il ritorno, scontato che succedesse, alla Renault, dove ottiene grandi risultati e piazzamenti. Infine la seconda vita in Ferrari, non più da prima punta, ma da seconda guida, con il compito di riportare la scuderia di Maranello sempre più in alto. Ci è riuscito, perché la Ferrari è tornata li, davanti a tutti, anche grazie a lui, grazie alla sua esperienza. Ora l’addio, che forse era già deciso, per il ritorno, dal sapore romantico, all’Alfa Sauber, la sua prima scuderia, quella che dal 2001 l’ha lanciato nelle corse che contano, prima di approdare in McLaren.

La fortuna è che lo vedremo anche il prossimo anno. Perdere due campioni del mondo in una botta sola, sarebbe stato troppo per questa Formula 1 moderna. L’addio di Alonso peserà tanto sul circus, per fortuna Kimi continuerà ancora. Magari non sarà più a grandi livelli, o per posizioni di primo piano, ma la sua presenza resta fondamentale.

Dopo otto anni si consumerà così l’addio tra Ferrari e Raikkonen, una storia bellissima, che rimarrà per sempre nei ricordi di Kimi e dei tifosi in rosso.

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