Silverstone, la commedia domenicale della MotoGP

Una commedia già scritta, con un finale molto prevedibile per come si erano messe le cose. Decisione finale però, arrivata con un grande ritardo inspiegabile. Quello che è successo ieri a Silverstone, nel gran premio di Gran Bretagna della MotoGP, ha dell’assurdo.

Così ci perdono tutti. Ci perde il motorsport in generale, ci perdono i fan, soprattutto chi stava li ad aspettare il “non gran premio” sotto la pioggia. Poi ci perdono gli sponsor, la televisione, e forse proprio per questo, la commedia di Silverstone, è andata tanto per le lunghe.

 

Asfalto nuovo a Silverstone, che non tiene la pioggia

Quello che ha dell’assurdo in questa domenica di MotoGP, è che l’asfalto di Silverstone è stato addirittura rifatto. Se non fosse stato, probabilmente si sarebbe corso. Basti ricordare che nel 2015, sotto un diluvio probabilmente più pesante, la gara si corse a tutti gli effetti.

Il problema dell’asfalto eppure, già lo aveva segnalato il mondo della Formula 1. I piloti del circus a quattro ruote, dopo il weekend a SIlverstone, avevano avvisato che per le moto non sarebbe stato così semplice correre, specie in caso di pioggia. Detto, fatto. L’asfalto non adatto e incapace di espellere l’acqua, per via di un cattivo drenaggio, è stato il problema che ha costretto la cancellazione.

Appunto la cancellazione, qui sta l’assurdità più grande. Il gran premio di Silverstone è stato cancellato. Nessuna possibilità di recupero, niente di niente. Non accettato il lunedì come recupero, impossibile poi collocarlo in un altra domenica, considerando la concomitanza con la Formula 1. Quindi niente gran premio di Gran Bretagna. I tifosi venuti da chissà dove per assistere alla gara, si vedono costretti a tornare a casa, bagnati e delusi. Ai tempi di oggi queste cose non devono proprio succedere.

In tutto questo, la gara è stata addirittura anticipata come orario, cosa che non è servita a niente, anzi, forse è servita a complicare ancora di più le cose. Nemmeno a parlare poi di Moto 2 e Moto 3, nemmeno prese in considerazione, come ultima ruota del carro.

Oltre il danno pure la beffa per il povero Rabat

Insomma una domenica da cancellare in tutti i sensi per la MotoGP. Questa volta la Dorna non è colpevole a tutti gli effetti, ma le problematiche che vengono fuori di gara in gara sono sempre peggiori. Serve organizzazione, cosa che la Dorna ancora non conosce.

Non si può rimandare per ore e ore una gara che, già dalle 12.30, si sapeva che non si sarebbe corsa. Una presa in giro per tutti.

L’unica nota fortunosa, ma che dietro porta un grande male, è stata l’arrivo della pioggia nelle qualifiche, con l’infortunio del povero Rabat. Il pilota ci ha rimesso la gamba, ma li i commissari hanno capito che il problema con la pista c’era, ed era grande.

Tutto da dimenticare quindi, e un altra sconfitta per il mondo del motomondiale, che continua a perdere punti, per colpa di sicurezza e sciocchezze compiute senza senso.

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