Marchisio e la Juve, una storia d’amore infinita

E’ un giorno triste per i tifosi bianconeri, e non solo. Claudio Marchisio non è più un giocatore della Juventus.

25 anni, dalle giovanili alla prima squadra, 389 presenze e 37 gol, così il “principino” lascia la sua signora. Le bandiere, nel calcio di oggi, stanno sparendo sempre di più. Questa però è un altra storia. Marchisio lascia la Juve, ma rimane bandiera in eterno.

La vita passata nella Juve, l’amore per la maglia e per la propria città, Torino. Una fede portata fino a qui, fino ad oggi, quando a 32 anni, decide per il bene della sua squadra del cuore, che era il momento di cambiare.

Marchisio, il principino diventato re per la sua signora

D’altronde l’8 non è altro che un infinito che ha alzato lo sguardo”

Queste le sue ultime parole da bianconero, affidate ad un post sui social. Parole dolci, parole d’amore verso la squadra che è stata sua per 25 anni e lo sarà per tanto tempo.

Il calcio e la Juve, le sue grandi passioni che lo accompagnano sin da bambino. E quale è il sogno di ogni bambino amante del pallone? Giocare nella propria squadra del cuore. Claudio ci è riuscito. Lui di questa squadra ne è diventato, prima il gioiellino, poi la garanzia, fino a diventare leader e trascinatore.

In campo e fuori, Marchisio, trasmetteva ai nuovi arrivati, o ai più giovani, il valore e il significato di indossare quella maglia. Le testimonianze dei vari Dybala Rugani ne sono la conferma. Il valore aggiunto di qualsiasi club, è questo, quello di avere in squadra persone che trasmettono emozioni e passioni, come queste.

La bandiera di oggi, il principino

Claudio è una bandiera. Nel calcio di oggi è la bandiera moderna della Juve. Per tutti da sempre chiamato il principino, ha fatto capire che vuol dire amare la propria squadra. E in questo calcio dove le bandiere non ci sono più, lui ne è l’eccezione. Lascia la sua amata signora per il bene di essa. La lascia a malincuore, con le lacrime che penso saranno scese, si getta verso il finale di carriera senza più il sogno che stava vivendo. Perché si, i sogni si realizzano, con impegno, amore e dedizione si può realizzare tutto.

L’infortunio gli ha condizionato in parte la carriera, e forse anche per questo non si sente più in grado di dare la giusta mano alla sua squadra. Decisione presa con la ragione e la consapevolezza, che se l’amore è vero, tutti lo capiranno.

Non si è concluso come si sperava, con la fascia di capitano al braccio e la standing ovation dello Stadium ma, Claudio Marchisio e la Juventus, sarà agli occhi di tutti, per sempre un amore infinito.

Infondo il calcio è anche questo, non sempre c’è il lieto fine, ma quest’oggi c’è stato un finale che Marchisio si ricorderà per sempre, perché quello che ha lasciato è importante. I tifosi lo sanno, la Juve lo sa.

La storia d’amore tra il Marchisio e la sua signora non finirà mai, nemmeno in questo giorno triste, dove il principino è diventato Re.

 

 

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