Alonso lascia la Formula 1

La notizia era nell’aria. Se ne parla da inizio stagione di un suo possibile addio. Alla fine è stato confermato tutto. Ieri, 14 Agosto, Fernando Alonso ha annunciato il suo ritiro dal mondo della Formula 1.

Abbiamo sperato, come tutti gli appassionati, che fosse solo una voce campata in aria, ma la realtà dei fatti è questa, lo spagnolo non prenderà il via la mondiale del 2019. Fine di un era.

Alonso in F1, tra vittorie e sconfitte

Il mondo della Formula 1, dal prossimo anno, perderà un due volte campione del mondo, nonché uno dei più talentosi piloti mai visti, con una monoposto da F1.

Il suo nome, nelle ultime stagioni, non si è sentito mai lottare per le prime posizioni. Questo ha fatto dimenticare un po’ tutti chi è Fernando Alonso. Ma i veri appassionati no, non dimenticano.

Esordio con Minardi e l’exploit Renault

Alonso era quel giovane pilota che si affacciò al grande circus con la mitica Minardi, prima di passare alla Renault di Flavio Briatore. Da li la gente ha cominciato a farsi un idea di che pilota stiamo parlando. Non uno qualsiasi, ma un autentico fuoriclasse. Ha contribuito alla crescita della Renault, e nel 2005 e 2006 si laurea campione del mondo, entrando definitivamente nella leggenda.

L’anno in McLaren e il ritorno con la scuderia francese

Il passaggio nel 2007 in McLaren segnò il grande passo per la carriera di “Nando”. Ma la stagione fu caratterizzata dalla grande rivalità che si creo, di gran premio in gran premio, tra lui, Hamilton (suo compagno esordente) e il direttore sportivo, Ron Dennis. Successe l’impossibile, e il culmine della situazione fu la grande indagine sulla “spy story”. Concluse il mondiale al 3° posto e a fine stagione annunciò l’addio dalla scuderia di Woking, dichiarando di non essersi mai sentito a proprio agio.

Fece ritorno a casa, alla Renault di Briatore. Ma non trovo la stessa macchina lasciata da campione del mondo. Furono infatti due stagioni deludenti, ma che gli portò due bellissime vittorie a Singapore, nella prima gara in notturna della storia, e in Giappone, nella sua stagione di ritorno.

Il grande arrivo in Ferrari e il finale amaro

Il mondo però aspettava solo il momento del suo grande arrivo in Ferrari, che avvenne nel 2010. Storia d’amore che durò fino al 2014, e che portò ad Alonso 3 secondi posti nel mondiale. La grande amarezza del 2010, con il mondiale perso da favorito all’ultima gara. La delusione maggiore, è stata di non avere mai avuto una monoposto in grado di lottare veramente per il mondiale. Solo il suo immenso talento, ha permesso ad Alonso e Ferrari di competere in quei anni.

Purtroppo però, come in ogni storia d’amore, quando si ci lascia, riamane sempre l’amarezza di quello che non si è fatto, e i rapporti non rimangono mai ottimali.

Il ritorno in McLaren nel 2015, con i motori Honda, nella nuova era dell’ibrido in F1, è praticamente un fiasco continuo. La scuderia di Woking non trova mai il compromesso giusto in questi anni, nemmeno con l’arrivo dei motori Renault in questa stagione. Alonso non riesce mai a competere per posizioni di vertici, e anche questo lo porta a maturare questa decisione.

Cosa ci lascia Alonso e il suo futuro

Il futuro di Alonso sarà sicuramente ancora al volante, in quale categoria ce lo dirà sicuramente lui nelle prossime settimane. Quello che è sicuro, è che tornerà alla 500 miglia di Indianapolis, l’unico successo che gli manca per completare la Tripla Corona.

Tutto ciò però lascia un vuoto enorme, difficilmente colmabile. La Formula 1 perde uno dei piloti più forti della storia. A detta di tanti, il più forte che sia venuto dopo Schumacher. Il talento del pilota delle Asturie è immenso, pochi o quasi nessuno possono considerarsi a suo livello.

Negli ultimi anni ha avuto la sfortuna di non competere per posizioni che lo competono e questo non gli rende giustizia. Come non gli rende giustizia, aver corso con la Ferrari senza portare a casa un mondiale, che sarebbe stato più che meritato. I tifosi della rossa sono divisi sul fatto Alonso, io personalmente mi schiero, un pilota come Fernando Alonso, non si trova dietro l’angolo.

Pensare ad un mondiale senza l’asturiano ai blocchi di partenza, non è la stessa cosa. Pur non lottando nelle posizioni di vertice, la presenza di Alonso è sempre stata un onore per tutto il circus.

Dopo 17 anni, 32 vittorie, 22 pole e 97 podi, ci lascia un grandissimo pilota, e possiamo dire, senza nessun problema, che questa stagione segna la fine di un era in Formula 1.

Grazie di tutto Fernando.

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