Trentin, da ciclista “supereroe” a campione d’Europa

Era l’8 aprile e si correva la Parigi-Roubaix. Matteo Trentin era li con i gradi di capitano della sua nuova squadra, la Mitchelton-Scott. Purtroppo però, quella corsa Matteo, non riuscì a portarla al termine. Una brutta caduta lo costrinse al ritiro. L’infortunio poi, fu più grave di quello che ci si aspettava. Una frattura stabile nella zona toracica che lo costrinse ad un diverso periodo di riposo, e di conseguenza quindi, a chiudere anzitempo la stagione delle classiche del nord.

Una prima parte di stagione condizionata dagli infortuni e soprattutto dalla sfortuna di un ragazzo che, di talento e grinta, ne ha tanto.

Ma il riposo e il tempo “forzato”, passato con la sua famiglia, e soprattutto con suo figlio, ha trasformato Trentin in qualcosa di più grande, in un vero supereroe.

Da Batman all’Europa, il ritorno di Trentin

L’amarezza di dover dire addio alle classiche del nord, fu immensa. La sua nuova squadra puntava su di lui, e per Trentin era la grande occasione che non aveva mai avuto, essere il capitano unico della propria formazione.

L’infortunio e l’inizio di stagione complicato, ha minato molto il suo morale. Matteo però ha reagito, si è rialzato dal buio delle tenebre, come Batman sa fare, ed è risalito sulla bici, con la passione e la forza che un bambino ti può dare.

Il percorso dell’Europeo di Glasgow era adatto alle sue caratteristiche. Nella squadra azzurra però, i velocisti in forma ce ne erano diversi, Viviani su tutti. Il “ragazzo d’oro” partiva con i gradi di capitano, ma se le carte in tavola cambiavano, si potevano aprire qualsiasi scenari.

La strada ha regalato una corsa emozionante, dall’inizio alla fine. La pioggia ha scombinato i piani di tutti. Gli attacchi da lontano sono stati decisivi. L’Italia di Davide Cassani però, è stata superlativa. Nel gruppo dell’attacco decisivo si inseriscono lo stesso Trentin e un emozionante Cimolai, capace di recuperare lo svantaggio che aveva accumulato.

Ed è proprio il lavoro di Cimolai a far capire che qualcosa doveva succedere. Un ragazzo col cuore d’oro che ha tirato fino alla fine per il proprio compagno, portandolo sul traguardo. Il primo ad esultare è stato proprio Cimolai, con le braccia al cielo già prima che Trentin tagliasse il traguardo.

Matteo appunto, ha fatto una volata meravigliosa, tenendo fino alla fine, e ripagando tutto il lavoro di Cimolai.

L’emozione, le braccia al cielo, l’esultanza rabbiosa. Tutto questo ha mostrato all’arrivo Matteo Trentin. Capace di vincere contro tutto, contro la sfortuna di una stagione, capace di regalare un emozione grandissima al cuore di noi sportivi.

Una vittoria che ci riempe d’orgoglio, ora testa ai mondiali

Va detto, non erano i Mondiali. E forse anche per questo che se ne parla meno. Ma Trentin ha fatto un impresa ieri, degna di un grande campione.

Tutto questo meriterebbe molto più spazio. Portare la gioia di Trentin e Cimolai agli occhi di tutti.

Vincere un Europeo, non sarà come vincere un Mondiale, ma l’emozione che ti regala la strada, è comunque indescrivibile.

Ora la testa va proprio a settembre, con la speranza che gli azzurri, probabilmente guidati da Nibali, ripetano questa meraviglia.

La nostra speranza però, va con la testa ancora più in la nel tempo. Perché in questi europei unificati, d’Italia ne abbiamo vista tanta, e sognare che tra 2 anni a Tokyo si ripeta qualcosa di simile, non costa niente.

D’altronde quando puoi contare su atleti, che per prima cosa sono persone speciali, poi diventano supereroi, come Matteo Trentin, sognare ad occhi aperti si può.

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