Bolt, 6 anni fa esatti la sua consacrazione

9 Agosto 2012, Londra, giochi olimpici. Usain Bolt conquista l’oro nei 200 metri piani e completa la sua seconda doppietta ai giochi (100m e 200m). Quattro anni dopo, nei giochi di Rio, arriverà anche il terzo ora consecutivo nelle 2 distanze.

A Londra però fu scritta definitivamente una pagina di storia dell’atletica con Bolt. Mai nessuno prima di lui era riuscito in questa impresa.

L’imprese di Bolt, ricordi indelebili

Con gli Europei di atletica in corso di svolgimento a Berlino, oggi, questa data e questo ricordo, torna prepotente nelle menti dei grandi appassionati dell’atletica, ma soprattutto dello sport in generale.

Usain Bolt si è oramai ritirato un anno fa, ma quello che ha lasciato in questo mondo dello sport e non, è qualcosa di indimenticabile.

La simpatia e la spensieratezza con cui correva, è qualcosa di meraviglioso che abbiamo ancora davanti agli occhi. Poi i record riscritti, la gare vinte (a volte dominate) e gli 8 ori conquistati nel corso delle ultime tre edizioni dei giochi olimpici, lo rende semplicemente un fenomeno.

Tutto questo lo rende il più grande velocista di tutti i tempi, perché dove è arrivato lui, nessuno mai.

Ha chiuso la propria storia con l’atletica ai mondiali del 2017, svoltosi a Londra. Esatto, proprio in quella Londra che lo ha reso magnifico. L’obiettivo era quello di salutare alla sua maniera, con l’ennesima prova di forza nei suoi 100 metri piani. Purtroppo così non è andata, la sua ultima corsa nella gara regina se l’aggiudica, per pochi centesimi, Justin Gatlin. Bolt si è dovuto accontentare della medaglia di bronzo, ma il pubblico era tutto per lui.

Cosa ci ha lasciato Usain Bolt, e la nuova avventura da calciatore

Che il sogno del fulmine giamaicano fosse quello di giocare a pallone, lo si sapeva già. Da sempre grande tifoso del Manchester United, Bolt ha fatto diversi provini per entrare in qualche squadra nel panorama mondiale. Quello che ha ottenuto, fino ad ora, sono giusto uno spezzone in un amichevole nella squadra norvegese dello Stromsgodset e qualche partita di beneficenza. E’ di pochi giorni invece la notizia, che il giamaicano giocherà in Australia con il Central Coast Marines. Niente di garantito per il suo ingresso in campo, se lo dovrà guadagnare come tutti gli altri giocatori.

Resta insomma il fatto che, Bolt non molli il suo sogno di giocare a calcio, anche se personalmente mi riesce difficile accostare il mondo del pallone al fulmine giamaicano.

Rimarrà molto di più il ricordo che ci ha lasciato sulla pista di atletica, il suo modo di divertirsi e far divertire il pubblico. E’ stato un vero e proprio campione, che ha sempre corso contro tutto quello che gli è stato buttato contro, come la questione doping.

Un atleta pulito insomma, che il suo potere inumano lo ha portato a diventare la vera e propria leggenda di questo sport. Chi parla di atletica in questi anni, penserà come prima cosa a Usain Bolt.

E pensare che nei prossimi mondiali, o peggio a Tokyo 2020, non vedremmo il fulmine giamaicano, mette molta tristezza.

Tristezza difficilmente colmabile, perché un altro Bolt non nascerà più.

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