L’addio al calcio di Cossu, il cagliaritano doc

L’altra sera, in occasione della partita tra Cagliari e i padroni dell’Europa League dell’Atletico Madrid, si è consumato l’ultimo ingresso in campo per Andrea Cossu.

Entrato in campo con la fascia di capitano e la sua maglia numero 7, è stato sostituito da Barella, altro cagliaritano, proprio al minuto numero 7.

Il pubblico era tutto per lui, per un uomo che ha fatto la storia recente del Cagliari.

Le lacrime versate alla sua uscita, sono il ringraziamento che Cossu ha voluto mandare a tutto il mondo sardo.

Cossu un cagliaritano al Cagliari, un legame fortissimo

Giocare nel Cagliari, per un calciatore sardo, è il coronamento della propria carriera. Se sei forte e riesci ad andare altrove, sarai comunque sempre grato alla tua terra d’origine.

Per un cagliaritano però, giocare nella squadra più importante della Sardegna, è stato un legame e un esperienza impossibile da dimenticare.

Cresciuto nell’Olbia e scoperto dal Verona, Cossu fece il suo esordio in Serie A con la maglia del Cagliari nel 2005-2006.

Dopo un breve ritorno al Verona, riesordisce nella stagione 2007-2008 sempre con il Cagliari, iniziando così la sua vera carriera da cagliaritano.

280 presenze, 12 gol e tantissimi assist, che hanno reso le fortune di tanti attaccanti, passati per il Cagliari nel periodo di Cossu.

Piccolo, scattante, un fantasista dal grande talento, che ha sfiorato anche la convocazione per il mondiale in Sudafrica nel 2010.

Dopo un breve ritorno all’Olbia, ha chiuso dopo l’ultimo anno al Cagliari, la sua carriera al servizio dei sardi.

Rende orgoglioso qualsiasi calciatore vestire la maglia della propria città, ma il legame che c’è per un sardo, rappresentare il Cagliari e tutta la regione è qualcosa di molto speciale.

Le lacrime di Cossu sono giustificate. Ha dato tutto al Cagliari, rendendola una squadra capace di piazzarsi in ogni campionato in una posizione sicura. Poteva certamente provare qualche esperienza più importante, ma l’amore per la maglia e la città era troppo forte per cambiare.

Cossu rimarrà nei ranghi del Cagliari, probabilmente con un ruolo nelle giovanili del club.

Le bandiere come lui, anche se non sono famose come altri nomi noti, sono fondamentali nel mondo del calcio. Con la loro determinazione danno la spinta a seguire ancora questo calcio moderno che sta cambiando continuamente con il tempo.

Le bandiere, le persone come Cossu sono da rispettare ed amare da qualsiasi appassionato. Il bello del calcio è questo. A 38 anni ti sei preso il saluto del tuo pubblico. Un emozione incredibile, che hai sognato da quando sei bambino, e che hai realizzato grazie a quello che hai lasciato al tuo pubblico e alla tua squadra.

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