Da quando Baggio non gioca più…

“Da quando Baggio non gioca più.. non è più domenica..”

Questo cantava qualche anno fa Cesare Cremonini, e ritorna in mente ora, in questo calcio moderno, dove rimpiangiamo Roberto Baggio.

Le bandiere non ci sono più. Maldini, Del Piero, Zanetti, Totti, gente come loro non c’è più.

Il calcio è cambiato, anzi, sta cambiando continuamente. L’assenza di questi personaggi, queste bandiere, si fa sentire.

Roby Baggio non era un semplice calciatore, era il modello da seguire per tutti quelli che volevano diventare dei professionisti. Il “Divin Codino” era, ed è ancora, quel prototipo inarrivabile.

Nel calcio moderno, persone come Baggio, non esistono più. Lui era capace di muovere un intera popolazione, di suscitare interesse incontrastato da tutti, senza l’importanza di che colore fosse la maglia.

A distanza di 14 anni, tutti si ricordano del rigore sbagliato a USA ’94 da Baggio, ma il ricordo è ugualmente dolce, e le lacrime scendono amare sul viso. L’amaro di non vedere e provare più emozioni del genere, che solo certe persone come lui possono regalare. L’infortunio rimediato in semifinale fu complice di quella notte, una maledizione che si è portato dietro tutta la carriera.

Un talento cristallino e delicato. Gli infortuni avuti gli hanno spezzato diverse volte il corso della sua carriera. Gli hanno spezzato anche il sogno di un Mondiale. Ma non per questo si è mai abbattuto. Roberto Baggio non mollava mai, non sapeva cosa voleva dire alzare bandiera bianca. Il suo karma lo faceva tornare sempre più forte di prima, come una vera bandiera, che non molla mai, di fronte a niente.

Il calcio è di tutti, ma solo per i romantici c’è Baggio

Una bandiera di tutti. Nel calcio di oggi le bandiere sono sparite, non c’è più attaccamento alla maglia.

Baggio è uno di quei giocatori ad aver giocato con Juve, Milan e Inter, ma mai è stato considerato un traditore. Semplicemente, un talento così grande non poteva essere rinchiuso da una sola parte, doveva essere di tutti.

Il passaggio dalla Fiorentina alla Juve fu drammatico. Il suo legame con Firenze ed i tifosi viola era speciale. Andare nella squadra più odiata dalla tifoseria, non è stato di certo un passaggio semplice della sua carriera. Ma è stato un trasferimento dovuto, per la crescita personale e per quello che è diventato.

In questi giorni focosi di calciomercato, si parla di grandi nomi e di grandi squadre che fanno affari tra di loro. Ed è proprio qui che viene in mente Baggio. Viene in mente che quel frenetico movimento di mercato, ai tempi non esisteva. Quei tempi sono rimpianti per chi ha conosciuto e vissuto la storia di “Raffaello”. Quei tempi per i romantici come noi non torneranno più.

Vedere quel codino che scorrazzava e gioiva in campo non tornerà più. Non torneranno mai più l’estate di Italia ’90 e USA ’94, perché, per come sono andate, rimarranno sempre ricordi impressi nella nostra testa.

Nella mia di testa, c’è ancora quel codino, che sotto gli occhi di Mister Mazzone, faceva volare le rondinelle con la maglia numero 10 e la fascia con i colori della bandiera della pace.

Per i romantici come me, questi ricordi rimarranno impressi per sempre, come il momento dell’uscita da San Siro per l’ultima volta, con l’abbraccio finale di Paolo Maldini.

Grazie Roby Baggio, perché se un ragazzo come me ama il gioco del pallone, in questa non bella era moderna, è perché nei miei ricordi, e nel mio passato, c’è il Divin Codino, che mi ha fatto amare il calcio e non lo scorderò mai.

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