Mick Schumacher, nel segno del padre Michael

Prima vittoria quest’oggi in carriera, in Formula Euro 3, per il figlio del 7 volte campione del mondo, Michael Schumacher. Vittoria avvenuta nella pista di Spa, in Belgio, per il giovane Mick, proprio dove il padre fece il suo esordio nel ’91 e ottenne la sua prima vittoria l’anno seguente.

Non può essere un caso che il figlio del kaiser della formula 1 si prendesse la sua prima grande gioia proprio in questa pista. Uno dei tracciati storici più belli al mondo, dominato per tante volte nel corso della sua carriera da Michael.

Primo successo quindi per Mick, che a 19 anni ha tutto quello che serve per diventare un buon pilota. Anche se forse non sarà mai come il padre, ma d’altronde, chi lo è?

Non è sicuramente facile per lui il paragone da sopportare, e il nome Schumacher da portarsi a presso. Ma il ragazzo va lasciato crescere piano piano, e con il giusto tempo, può trovare uno dei sedili delle monoposto più importanti al mondo.

Nel segno di Schumi, per non dimenticare mai.

A noi appassionati tutto questo ci fa solo del bene. Leggere che il figlio del grande Schumi, trova il suo primo successo importante in carriera, ci fa tornare in mente tanti bei ricordi.

La Formula 1 sta cambiando, ed ogni anno presenta qualche novità. E la mente, dal canto suo, torna ad epoche precedenti, quando la F1 ti bloccava appena finito il pranzo domenicale. Ti bloccava perché c’era una Ferrari imprendibile, con il pilota più vincente della storia, appunto, Michael Schumacher.

I bei tempi di quella, oramai antica formula 1, sono passati, ora abbiamo un qualcosa in continua evoluzione. Forse è proprio per questo motivo, che la speranza di chi è cresciuto vedendo le imprese eroiche di Schumi, possano magari ripetersi con il figlio Mick. Sicuramente non è facile, pochi piloti riusciranno ad eguagliare un mostro del genere. Portare quel cognome poi, nel mondo dei motori, è molto pesante e ti da grande responsabilità. Ma chi non tiferebbe per il figlio di Schumacher se un giorno venisse in F1?

E’ vero, il rischio che ci venga solo per sponsor e pubblicità c’è, soprattutto nello sport di oggi. Ma noi siamo quelli che amano le emozioni, e che con i ricordi ancora ben impressi nella mente, vogliono tornare a provare qualcosa di conosciuto, che solo il tedesco poteva far provare.

Michael ora sta lottando per la vita, per lo meno per quello che si sa, ma noi gli saremo sempre grati per quello che ci ha lasciato, e siamo tutti qui, ogni fine settimana davanti alla televisione, aspettando l’arrivo dell’erede con quel cognome da leggenda: SCHUMACHER.

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