Alla scoperta di Andrea Favilli, un anno dopo Cutrone

Era il 7 Febbraio 2016, Juventus-Frosinone, quando Andrea Favilli, subentrò ad Alvaro Morata contro il Frosinone, avvenne così il suo esordio in Serie A.

Un giovane che esordisce con la maglia bianconera fa già sperare nell’arrivo di una grande promessa. Però la Juve non lo riscatta dal Livorno, e il 31 Agosto 2016 passa all’Ascoli. Con la squadra ascolana si mette in mostra e non poco, fino a che a Novembre dello scorso anno, la rottura del legamento del ginocchio destro lo costringe a terminare anzi tempo la sua stagione.

Ma il ragazzo è forte, e non demorde, se la prende con calma e torna a “casa”, nella Juve che non ha mai smesso di crederci.

Il futuro di Favilli

Destinato al Genoa in prestito, o con la classica formula della “recompra”, Favilli parte in tournée in America con la Juve, fortemente voluto da Allegri per sopperire l’assenza degli attaccanti non rientrati dalle nazionali. L’esordio con il Bayern nel’ICC è segnato subito da una grande prestazione, con una doppietta decisiva e il premio come MVP del match.

“Ho chiesto al mio procuratore di non dirmi niente, voglio godermi questa tournée e dare il massimo”, queste le parole di Favilli. La destinazione difficilmente cambierà, Il Genoa lo aspetta, ed è la squadra giusta per lui. Alla Juve troverebbe veramente poco spazio con Ronaldo e compagni, e alla crescita del ragazzo non farebbe per niente bene.

La somiglianza con Cutrone, 365 giorni dopo.

Tutto questo ricorda molto un altro ragazzo promettente del nostro calcio, che ha avuto una crescita ed un inizio simile. Stiamo parlando di Patrick Cutrone. Anche il milanista, un anno fa, si è messo in luce, guarda caso contro il Bayern Monaco in amichevole, con una grande prestazione. Da quella partita l’esplosione fu subito agli occhi di tutti, e il suo futuro iniziò a cambiare. Destinato ad un anno di prestito al Crotone, Patrick convinse tutti, ma per primo il Milan, che lo arruolò nella rosa della prima squadra. Ha scalato tutte le gerarchie, diventando, a tratti, un titolare insostituibile per il Milan.

La storia di Favilli è leggermente diversa. Lui probabilmente non avrà la stessa fortuna di rimanere alla Juve, ma questo al ragazzo non deve pesare più di tanto. Giocare titolare in Serie A, deve essere la scelta più importante che possa fare. Deve continuare il suo processo di crescita, perché le promesse sono tante, e vanno mantenute.

In un periodo dove in Italia i grandi attaccanti in Italia non ci sono, o non mantengono le aspettative, due come Cutrone e Favilli potrebbero far cambiare le idee a tutti, diventando i trascinatori della nazionale che verrà.

 

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