Mondiali di scherma, il fioretto è sempre d’oro

C’è una certezza quando si parla di scherma, non siamo sempre in prima linea. L’Italia della scherma da anni porta sempre grandi successi e tante soddisfazioni. Segno di una scuola di formazione e tradizione che funziona.

Punta di diamante da sempre, resta il fioretto. Che sia maschile o femminile poco importa, il fioretto è storia. Una tradizione che può avere solo un colore, quello dorato.

IL DOPPIO ORO NEI MONDIALI DI SCHERMA IN CINA

 

Da anni e anni, quindi, possiamo vantare un gran potenziale di fiorettisti, sia a livello maschile che femminile. Va detto però, che veniamo da qualche anno di digiuno. Certo, gli atleti azzurri sono sempre tra i presenti per la lotta per le medaglie, e sempre al vertice del ranking mondiale. Nella rassegna iridata però, è venuta a mancare la medaglia più importanti nelle ultime edizioni.

Ai mondiali di scherma, in corso di svolgimento in Cina, ci hanno pensato Alessio Foconi Alice Volpi a farci ascoltare di nuovo l’inno di Mameli.

Alice Volpi, come Errigo, Di Francisca e Vezzali

Nel fioretto donne il successo mancava da Kazan 2014, quando in finale si battagliarono Arianna Errigo e Martina Batini, con la prima che si laureò per la seconda volta campionessa mondiale.

Ed ora è arrivata Alice, che dopo la delusione della sconfitta in finale nel 2017, regala all’Italia l’ennesima soddisfazione e prova di forza nella scherma. La schermitrice nata a Siena, sotto la guida di Giovanna Trillini, ex campionessa olimpica, ha avuto una crescita incredibile che la proietta di diritto tra le favorite tra un paio di anni a Tokyo. Così che dopo la Vezzali, la Di Francisca e la Errigo, possiamo celebrare un’altra campionessa, con il futuro che gli splende e gli sorride.

Alessio Foconi, 7 anni dopo Cassarà

Fioretto uomini che nella scherma ha regalato sempre emozioni e successi, specie nelle edizioni olimpiche. Successi però che sono mancati in questi ultimi anni. Infatti era dall’edizione di Parigi 2010 che l’Italia non si aggiudica la medaglia più pregiata. Nel 2010 toccò a Cassarà, che in una finale tutta italiana con Aspromonte, si aggiudicò la medaglia d’oro.

A distanza di 7 anni ci ha pensato Alessio Foconi. Il 29enne di Terni, reduce da una grandissima stagione, onora la sua carriera con un risultato storico, per lui e per l’intera scherma italiana. Dopo anni di piazzamenti, ci ha pensato il nostro Alessio a far risuonare l’inno di Mameli anche per gli uomini.

Le speranze per Tokyo 2020

Come avevamo già detto per il golf, anche per la scherma c’è da fare la stessa riflessione. In Italia non esiste solo il calcio, non esistono solo i sport di squadra, ma tanti altri sport, individuali tra gli altri, dove possiamo dire la nostra a livello mondiale. Per la scherma questo è risaputo. Però non dobbiamo dimenticarci che questi atleti si allenano duramente tutti i giorni per tutto l’anno. L’augurio, detto ciò, è che bisogna ricordarsi di questi ragazzi sempre, e non solo ogni 4 anni nelle varie edizioni olimpiche.

Lo meritano loro, lo meritano i vari movimenti, lo merita, soprattutto, lo sport italiano.

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