Vettel, un “autogol” che può fare male

La vittoria “a casa loro“, due settimane fa a Silverstone, aveva lanciato in classifica e nel morale Vettel e la Ferrari.

Arrivati in Germania, sotto il “dominio” Ferrari, la Formula 1 ancora una volta cambia tutte le carte in tavola, succede di tutto. Vettel a muro, Hamilton primo, vince e torna in testa al mondiale. Cambia di nuovo tutto.

Gran premio di casa amaro per Vettel

Gran premio di Germania, gara di casa per Vettel. Qualifiche da sogno, con record della pista strappato a Michael Schumacher e il suo acerrimo rivale, Hamilton, che dovrà scattare dal 14 posto in griglia, per problemi alla monoposto.

Gara che parte come voleva lui, come voleva Sebastian Vettel. Primo dopo le due curve iniziali, primo dopo la girandola dei pit stop.

Ma un gran premio normale in questa Formula 1 non lo vediamo da tempo. Ed è il tempo, proprio, a diventare l’elemento chiave. La pioggia, arrivata in alcuni punti del circuito, ha tradito Seb, ha tradito la sua Ferrari.

Vettel stava dominando fino a quel momento, poi un piccolo errore, che diventa enorme. Ferrari a muro, Vettel fuori. Succede di tutto, safety car, pit stop e Mercedes prima. Mercedes di nuovo davanti a tutti, quando tutto sembrava girare a favore della Ferrari. Hamilton e Bottas quindi chiudono primo e secondo. Doppietta per le frecce d’argento. L’inglese vince e scappa in classifica iridata. Proprio qui, proprio in Germania, a casa di Vettel.

“A casa loro”, questione di karma

Ci si può credere o meno, il karma forse questa volta ha avuto un ruolo chiave. Di certo non bisogna essere mai troppo sbruffoni nei confronti degli altri, anche se in qualche situazione ci vuole.

Si, perché quello che ha fatto Seb a Silverstone, era stata la giusta ricompensa a tutto il lavoro Ferrari e a quella sfortuna, che vuoi o non vuoi, hanno avuto. Ma quel messaggio “a casa loro” è valsa come una sfida ancora più grande per Hamilton.

Vincere qui, in Germania, forse è stata una botta al mondiale molto più grande di quella rossa in Inghilterra. Perché qui la Ferrari non aveva rivali, o per lo meno è quello che ha dimostrato nel corso della gara. Poi la sfortuna di quella maledetta pioggia, e l’errore che un pilota del genere non deve assolutamente fare. Poi invece la fortuna, quella che ha avuto Hamilton, quella fortuna che va ai tenaci, a chi ci crede fino alla fine, e in qualche modo rimette le sorti del mondiale nelle sue mani.

Vettel, nulla è perduto, ma basta errori

L’abbiamo detto, è stato un errore che un pilota del genere non deve fare. Quando sei al comando di una gara del genere e la stai dominando, non puoi permetterti di sbagliare così. E Vettel questo lo sa bene.

Lo sa bene perchè ai tempi della Red Bull questi errori non li ha mai commessi. Ma la Red Bull è la Red Bull, e la Ferrari è la Ferrari, e guidare la rossa di Maranello è un peso molto più grande.

Un “autogol”, così lo definiamo, perchè solo questo poteva far cambiare le sorti della gara.

Un mondiale che ora è passato nelle mani di Hamilton, ma che è ancora lungo, e non possiamo darlo per scontato.

Domenica prossima arriva l’Hungaroring, e per Vettel e la Ferrari è la notizia più bella di questa domenica.

Ora Seb non deve abbattersi, deve arrotolare le maniche e puntare diritto in Ungheria, perché se questo mondiale di formula 1 deve avere ancora un senso, dipende da lui.

Nulla è perduto, le potenzialità ci sono, la Ferrari è forte ed ha un gran pilota, che dopo questo autogol, e tutte le scuse del caso, vorrà tornare a dire la sua, magari già domenica prossima in Ungheria.

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