Mondiali 2018, come ne escono le nazionali

La Francia campione del mondo, la Croazia con un secondo posto che sa comunque di risultato eccezionale, ma non solo, le altre nazionali come ne escono?

Le sudamericane

Argentina

Sono sempre tra le grandi favorite nei mondiali, ma quest’anno qualcosa è andato storto. Nessuna squadra sudamericana tra le prime 4 del mondiale. Malissimo l’Argentina di Leo Messi, scampata quasi per miracolo dall’eliminazione clamorosa nel girone, ma eliminata poi dalla solida Francia.

Un albiceleste che ha completamente fallito la missione mondiale, scelte sbagliate da parte di Sampaoli che poi è andato nel pallone durante i gironi. Messi stesso non è bastato a risollevare le sorti di una nazionale che dovrà ripartire quasi da 0.

Brasile

Sorte più o meno simile, ma con sfumature più dolci per il Brasile. La nazionale verdeoro parte con i favori del pronostico, trascinati dalla stella Neymar, ma nonostante un gran girone e un ottavo di finale giocato alla grande contro il Messico, tutte le sue fragilità sono venute alla luce con il Belgio.

Neymar non impressione, ancora una volta più giocoliere che uomo decisivo. Una squadra comunque attrezzata bene, completa nell’organico ma che ha dimostrato alla prima dura sfida contro una “grande” squadra l’incapacità di portare a casa il risultato. Un mondiale quindi da non buttar via, ma in patria un risultato diverso dal podio non viene mai preso bene. D’altronde la cocente sconfitta con la Germania nel mondiale casalingo è ancora viva nella mente di tutti i brasiliani, e la Russia era considerata la meta del riscatto della seleçao.

Uruguay, Colombia e Perù

La parte del Sud America che sorride è sicuramente quella dell’Uruguay. Si perchè si può parlare di qualche rimpianto, ma andare fuori agli ottavi contro la squadra che poi vincerà i mondiali può anche starci. Cammino bellissimo per la celeste, guidata da due fuoriclasse come Suarez e Cavani. Una squadra solida, quella costruita dal CT Tabarez, il vero top player della nazionale. La malattia che lo affligge non è bastata a farlo star fermo in panchina, è forse questa l’emozione più grande che questo mondiale ci ha regalato. Un uomo, una persona immensa che meritava altra sorte. Quella sorte che i suoi giocatori hanno provato a regalargli, ottenendo comunque un gran risultato. Ripartire da qui è la cosa più logica, per una Nazionale che è sempre presente nelle fasi finali.

Mondiale discreto per la Colombia, chiamata ad eguagliare per lo meno il risultato del 2014. I talenti ci sono, la squadra è ben costruita ma qualcosa è mancato. Il girone non era impossibile, ma tanto non è bastato per prendere una semplice qualificazione. L’ottavo contro l’Inghilterra ha visto una squadra lottare e credere nella rimonta, dopo essere andata in svantaggio. Colpaccio quasi sfiorato, poi la sorte dei rigori li ha visti sconfitti. Mondiale comuqnue da non buttar via, la strada è quella giusta.

Piccola citazione anche per il Perù, assente dalla fase finale dei Mondiali da Spagna ’82, che si è comportata discretamente nel girone della Francia, ottenendo anche una vittoria ai danni dell’Australia.

Le Nordamericane

Panama e Costa Rica

Fase finale del mondiale che con grande sorpresa non ha visto partecipare gli Stati Uniti. Tra le qualificate nordamericane spicca il Panama, capace di qualificarsi proprio a scapito della nazionale a stelle e strisce. Prima storica qualificazione quindi, ma senza particolari acuti (come era logico aspettarsi). Rimarrà impresso nella nostra mente la grande esultanza dei tifosi al primo gol mondiale segnato contro l’Inghilterra, quando il risultato era già sul 6-0.

Niente da registrare nemmeno per la Costa Rica, pur guidati da uno dei portieri più sottovalutati ma allo stesso tempo più forte al mondo, Keylor Navas, disputa un mondiale discreto chiudendo il proprio girone con un punto. Per nazionali come queste, essere al mondiale è già una vittoria, ci sta poco altro da aggiungere.

Messico

Chiudiamo con “el tricolor”, il Messico. Rimarranno nella storia di questo mondiale per aver battuto la squadra campione del mondo in carica alla partita d’esordio. Girone difficile, dove la debacle tedesca ha permesso al Messico di ottenere una grande qualificazioni agli ottavi dove è sempre presente dal 1994.

Le Asiatiche

Iran e Arabia Saudita

Come già citato per il Costa Rica, per nazionali come IranArabia Saudita essere al mondiale è già un privilegio e una vittoria. Per l’Iran però è stato un Mondiale da ricordare, capitata nel girone di Spagna e Portogallo, disputa un gran mondiale, pareggiando contro il Portogallo e sfiorando l’impresa della qualificazione agli ottavi.

Giappone, Corea del Sud e Australia

Tra le squadre asiatiche partecipanti al Mondiale, spicca la prova del Giappone. I nipponici eguagliano il loro miglior risultato arrivando agli ottavi, ma proprio nella partita contro il Belgio sfiorano l’impresa. Avanti di 2 gol, si sono visti rimontare proprio all’ultimo secondo, quando i supplementari erano dietro l’angolo. L’inesperienza ha pagato, ma servirà di lezione per un movimento, quello giapponese, che rischia di crescere notevolmente negli anni, anche con l’arrivo di grandi campioni nel proprio campionato.

Mondiale non esaltante per Corea del Sud Australia. Gli oceanici hanno dato dimostrazione che arrivati a queste fasi non esistono più squadre cuscinetto, mentre i sudcoreani verranno ricordati per aver dato il colpo di grazia alla Germania campione del mondo. Due nazionali che abbiamo accoppiato perchè negli anni che passano hanno sempre un buon rinnovamento, e con giocatori di punta, tipo Son per i coreani, riescono sempre a rientrare tra le 32 del mondiale.

Le Africane

Marocco, Nigeria, Tunisia e Senegal

Mondiale opaco, quasi nero, per le squadre del continente nero. Nessuna squadra qualificata agli ottavi di finale, non accadeva dal 1982. Sicuramente basta questo per dire che non è un buon risultato per il calcio africano, ma già i segnali non erano buoni, quando la squadra campione d’Africa, il Camerun, non è riuscita a qualificarsi per questi mondiali. Eliminata subito la Tunisia, ha dalla sua la scusante di un girone duro, con Inghilterra e Belgio, ma esce comunque di scena con una vittoria nella terza partita, che mancava da Argentina 1978. Mondiale praticamente nullo per Nigeria Senegal, dove spiccano sicuramente buoni giocatori da dove ripartire o proseguire il proprio percorso, ma che hanno contribuito ad un risultato negativo per il proprio continente.

Per il Marocco il girone era già impossibile sin dall’inizio, ma perdere la prima partita contro l’Iran è stata una mazzata non da poco. Una nazionale comunque giovane, con elementi interessanti che può puntare a crescere e a ripartire dopo questo brutto risultato.

Egitto

Merita una menzione a parte l’Egitto. Sicuramente una delle squadre più importanti del roster africano. Tra il suo organico la stella Momo Salah, e poi una squadra costruita bene. tanti meriti in patria quindi, ma mancava dalla rassegna iridata da italia ’90, e questo gran ritorno la dava tra le favorite del girone dei padroni di casa della Russia. Forse le aspettative erano troppe, forse l’infortunio di Salah prima del mondiale è stato determinante, fatto sta che dagli egiziani ci si aspettava di più. Prime due partite due sconfitti e già eliminati matematicamente. Qualcosa è andato storto, c’è tempo per riparare i danni ma certi treni passano una volta sola nella vita e vanno sfruttati.

 

Le europee

Svezia, Danimarca, Svizzera, Islanda, Polonia e Serbia

Veniamo a noi. veniamo al nostro continente. Partiamo dalle squadre così dette “piccole”, partiamo dalla Serbia e dalla Svizzera. Mondiale non positivo per i serbi. Nel girone del Brasile erano chiamati a lottare per il secondo posto insieme alla Svizzera, due squadre comunque ben attrezzate. Milinkovic Savic, Ljajic, Kolarov tra le stelle di una squadra tutto sommato buona. Poco hanno brillato però, in un girone appunto che gli dava la possibilità concreta di passare agli ottavi. Tutto da rifare, ripartire da zero, sperando di non sprecare altre occasioni. L’occasione appunto che ha preso di diritto la Svizzera che ben si è comportata in questo girone. Passata agli ottavi si trova di fronte la Svezia, nell’ottavo più noioso di questi mondiali. Una grande occasione buttata via per trovare i quarti, ma un buon mondiale per gli uomini guidati da Petkovic.

Occasione presa invece dalla Svezia. Senza Ibrahimovic, e va sottolineato, si prende una grande qualificazione ai quarti dove viene eliminata dall’Inghilterra. Vincono in maniera clamorosa il girone con la Germania. Squadra solida, senza fuoriclasse, appunto, ma che giocano e vivono un sogno, quello mondiale e direi che meglio non potevano figurare. Se pensiamo che ci hanno eliminato proprio loro, da una soddisfazione diversa vederli arrivare fino ai quarti (anche se noi non abbiamo scusanti!).

Il tifo dell’Islanda è arrivato ai mondiali, e l’esordio con il pareggio contro l’Argentina con rigore parato a Messi, vale da solo tutta la cartolina per il mondiale.

Bel mondiale anche per la Danimarca, che esce solo ai rigori contro la Croazia, e mette in luce la solidità della propria squadra. Vuoi o non vuoi questi scandinavi un paio di lezioni ce le hanno date. Un bel risultato su cui costruire il lavoro futuro.

Infine la Polonia. Di queste “piccole” squadre forse è la delusione più grande. Un girone fattibile, dove il risultato non era scontato, ma la qualificazione agli ottavi per Lewandowski e compagni era possibile. Brutto mondiale per lui e per tutta la nazionale polacca. Con diversi elementi della squadra con gli anni che avanzano, sicuramente era un occasione da sfruttare meglio.

Spagna, Portogallo e Germania

Raggruppiamo queste grandi nazionali per la delusione che li avvicina. Partiamo dal Portogallo che sicuramente è la meno delusa di tutte. I campioni d’Europa in carica fanno affidamento tutto su Cristiano Ronaldo, e la prima partita con gli iberici è la dimostrazione. Quando Ronaldo è stanco o non è in giornata, il Portogallo diventa una squadra mediocre, con il bisogno a tutti i costi di un ricambio generazionale completo. Punto quindi da dove ripartire, perchè alla fine un ottavo di mondiale perso contro l’Uruguay non è la fine del mondo.

Aumentiamo un po di rammarichi, e arriviamo alla Spagna. Fine di una generazione. Nient’altro da aggiungere. L’era d’oro è finita, ora c’è bisogno di riavviare un ciclo nuovo, puntando sulle nuove leve, che in Spagna non mancano, e ripartire da capo. Veniva data come una delle favorite, e forse anche il terremoto in panchina un po’ ha pagato, ma il ciclo vincente della Spagna è finito nel 2012, ora c’è bisogno di cambiare.

La delusione più grande, i campioni del mondo in carica, la Germania. C’è una tradizione da diversi mondiali, chi vince 4 anni prima poi viene eliminata al girone. Incredibile ma è successo anche ai colossi tedeschi. Meriterebbe un tema di mille colonne la loro eliminazione, che di strano ha tanto. La loro forza e il loro organico non si discute. Loro sono ripartiti da zero 20 anni fa, ed hanno formato un gruppo vincente. Anche perchè parliamoci chiaro, loro in un modo o nell’altro tra le prime ci arrivano sempre. Sarà stato la troppa sicurezza nei propri mezzi, il troppo sentirsi forti, qualcosa è andato storto e di brutto. Essere eliminati in un girone del genere fa male e pesa gravemente. Ma siamo sicuri che questo lo avranno già imparato come lezione, e ripartiranno da qui, senza tanti cambiamenti, perchè non ne hanno bisogno, verso i prossimi obiettivi che li vedranno sicuramente protagonisti.

Russia

Il paese ospitante, la Russia merita una citazione a parte. Venivano dati da tutti come sicuri eliminati nel proprio girone, persino dai tifosi in patria. Invece hanno meravigliato tutti e disputato un gran mondiale, con un gran girone e mettendo a segno un eliminazione illustre negli ottavi, ovvero la Spagna.

Giocano un gran quarto di finale contro la Croazia, spinti anche dal pubblico che ci crede, e vengono eliminati solo dopo i rigori. Un mondiale di rispetto per loro, partiti senza grandi pretese, hanno saputo giocarsela sul campo. Squadra giovane con qualche buon talento che può fare ancora bene in futuro.

Belgio e Inghilterra

Parliamo della terza e quarta classificata, Belgio Inghilterra.

il miglior piazzamento di sempre per il Belgio. I ragazzi terribili di Martinez, finalmente nel pieno della loro maturità, giocano un gran mondiale, venendo eliminati solo in semifinale dalla Francia, in una partita abbastanza anonima. Possono ritenersi comunque soddisfatti, d’altronde hanno eliminato pure la grande favorita che era il Brasile. Guidati da Hazard e dalla maturità dei veterani, il Belgio è da inserire tra le grandi nel panorama calcistico, e questo per loro può essere solo un punto di partenza, verso qualcosa di più grande.

Discorso più o meno simile per l’Inghilterra. Tanti giovani nella rosa, tutti con un grande futuro davanti. Un mondiale giocato bene, con alti e bassi. Un allenatore giovane e di tutto rispetto, Southgate, che ha costruito una squadra che poteva, con un pò di fortuna in più, arrivare più in la. La semifinale con la Croazia ha messo in luce le lacune dei giovani inglesi, avanti nel punteggio, con la possibilità di chiudere il match, si sono visti rimontati ed eliminati ai supplementari. Poi la luce si è spenta nella finalina per il terzo posto, quando la delusione forse era troppo grande pure per giocare. In Inghilterra, alla fine, viene vista come una delusione, secondo noi non è così. La squadra è giovane, promettente e con il tempo può diventare letale. Il futuro può regalare delle sorprese per gli inglese, e magari riportare la coppa del mondo che manca dal ’66 oltre manica.

Francia e Croazia

Della Francia, abbiamo già parlato nel precedente articolo, e mi limiterò a dire che, come è inevitabile che sia, è la squadra che ne esce meglio di tutte. Non solo per la vittoria finale, ma perchè è arrivata, non esprimendo il gioco più bello del mondo, ma quanto basta, per essere sempre li quando conta. Sono 20 anni che la Francia non vinceva un mondiale, ma in questo stesso tempo loro sono sempre stati li, rinnovando ogni volta l’organico. Ora dispongono di un potenziale pazzesco, e la squadra da battere per il prossimo futuro sono proprio i blues.

Merita qualche parola in più gli sconfitti finali, la Croazia. Sconfitti si, ma vincitori in patria e penso in tutto il mondo. Un mondiale fantastico il loro, dove hanno giocato 3 partite oltre i tempi regolamentari. Quando penseremo al Mondiale 2018, penseremo sempre alla Croazia e a quello che ci ha regalato. Non so se un altro risultato del genere nel breve tempo potrà avvenire, la rosa non è più giovanissima, ma quello che è stato fatto in Russia è pura storia del calcio. Nessuno mai si dimenticherà di Rakitic e Modric o di tutto il popolo croato in festa.

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