La sfortuna ha un nome: Richie Porte

Richie Porte, ciclista australiano classe ’85, il grande predestinato del ciclismo moderno. Fin da giovane veniva dato come un campione per il domani, ma purtroppo la profezia non si è mai avverata.

Porte a 33 anni compiuti, da capitano della BMC, aveva quest’anno il grande obiettivo del Tour de France, ma lo ha visto svanire in pochi secondi nella nona frazione di ieri.

Incidenti e sfortuna

La sfortuna non bussa mai una volta sola, e per Porte è stato cosi anche questa volta. L’anno scorso parte con grandi ambizioni nel Tour de France, dopo il 5° posto del 2016, ma giunti alla nona tappa una grave caduta, che coinvolge anche Daniel Martin, lo costringe al ritiro e praticamente a terminare la stagione in grande anticipo. Frattura alla clavicola (classico per un ciclista) e soprattutto frattura del bacino. Il ritorno è avvenuto nella Japan Cup di fine ottobre, quando oramai la stagione è finita.

Riparte in questo 2018 con grandi speranze, grazie anche al piazzamento al Tour Down Under in Australia, oramai da anni nel suo curriculum. Vince il Giro di Svizzera, corsa di avvicinamento al Tour, e mette così alla luce una grande forma e un esperienza tale che, a 33 anni, lo danno tra i favoriti della Grand Boucle.

L’inizio di questo Tour de France non è particolarmente adatto ai scalatori, che trascorrono le loro prime tappe a ruota nel gruppo, cercando di evitare i possibili guai.

La tappa segnata con il bollino rosso nella prima settimana è quella di ieri, con i passaggi sul famoso pavè nelle strade della Roubaix.

Quello che non doveva succedere è successo. L’ennesima caduta di Porte avviene ancora prima di affrontare le tanto pericolose pietre. Siamo di nuovo alla nona tappa del Tour, e Richie Porte, in lacrime, è costretto ancora una volta al ritiro.

Il danno e la beffa

Dopo la caduta si percepisce subito che per Porte le strade del Tour si stanno per chiudere di nuovo. Le lacrime dell’australiano a bordo strada, la mano che tocca di nuovo quella maledetta clavicola e il tecnico della BMC che lo consola. Niente da fa, il destino ha tolto di nuovo dai giochi Richie.

La beffa arriva più tardi, il dolore fortissimo non ha fatto proseguire il corridore ma le risonanze hanno smentito una probabile frattura. Parliamo di beffa si, ma un ciclista per quanto può essere fragile è un guerriero, e se Richie ha alzato bandiera bianca è perchè, oltre al dolore, c’è ben altro.

Richie Porte ferito ancora nel cuore, più che dal dolore fisico. A 33 anni è difficile rialzarsi di nuovo e continuare ad inseguire quel sogno che hai fin da bambino. Ma il ciclismo può togliere tanto, ma prima o poi sarà in debito con te, e ti ridarà tutto quello che hai perso.

Non mollare Richie Porte, riprovaci ancora, perchè non è mai troppo tardi, e prima o poi arriverà quello che tanto ti meriti e per cui ti stai allenando da quando sei bambino.

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