La rivincita di Messi

Il calcio è strano, certe volte non ti basta nemmeno essere Lionel Messi per evitare le critiche.

Come ben si sa, il 5 volte pallone d’oro è stato al centro di parecchie polemiche dall’inizio del mondiale. Tra chi lo da colpevole per una nazione intera o chi semplicemente lo da fuori forma per questa manifestazione.

Certo che arrivare a dire poi che Messi è finito, a 31 anni e in mezzo ai suoi successi comincia ad essere grave.

Negli ultimi anni sicuramente la “pulga” ha avuto più bassi che alti del solito, con delle prestazioni a volte non a suo livello. I problemi fisici non hanno aiutato e gli avvicendamenti nella panchina blaugrana negli ultimi anni possono contribuire a questo. Ma dare per finito questo giocatore proprio no. Non sarà al pieno della forma fisica, ma nei momenti più difficili e bui della propria nazionale il trascinatore è sempre lui.

Basta ricordarsi che la qualificazione ai Mondiali in Russia è arrivata grazie ad una sua tripletta contro l’Ecuador ad ottobre, mentre il gol segnato contro la Nigeria, che è valso gli ottavi all’Argentina, è l’ennesima dimostrazione di classe della pulce.

Da capitano della Seleccion, si è preso per mano la squadra, contro tutte le critiche, contro (forse) il proprio allenatore, ed ha trascinato la formazione albiceleste agli ottavi. D’altronde non poteva finire così questa avventura, il cammino è ancora lungo e gli dei del calcio sanno che hanno un debito da pagare contro uno dei calciatori più forti della storia.

D’altronde a Leo quella notte di 4 anni fa, al Maracanà, non è ancora andata giù. Gli manca qualcosa di importante da prendere: riportare nel proprio paese la gioia e la soddisfazione immensa che solo la Coppa del Mondo può dare.

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